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24/09/2020

ECONOMIA PERUGIA Con oltre 2.300 imprese perse per…

Il Messaggero

ECONOMIA
PERUGIA Con oltre 2.300 imprese perse per strada negli ultimi dieci anni, nel post covid, il comparto umbro delle costruzioni può diventare la lepre della ripresa. A condizione di un uso mirato del superbonus, da strutturare almeno fino al 2023 e da accompagnare con un esteso programma di rigenerazione urbana. Cna Umbria ha le idee chiare su come sostenere un settore da sempre considerato chiave per l'economia regionale e che nel 2019 ha vissuto un rimbalzo positivo grazie alla ripresa del mercato dei lavori pubblici. Intorno a tali temi, si articolerà l'iniziativa pubblica organizzata alla Posta dei Donini: un confronto tra docenti universitari, esperti del settore e l'assessore regionale alle Infrastrutture, Enrico Melasecche.
L'idea è fare dell'edilizia una leva per rilanciare la domanda interna e compensare il rallentamento subito anche dall'export a causa dell'emergenza sanitaria. «Sarebbe anche l'occasione per ridare smalto a un comparto, quello delle costruzioni, fortemente ridimensionato dalla crisi iniziata nel 2008 in termini di numero di imprese e di occupati, ma anche nelle dimensioni medie delle imprese stesse», osserva Massimo Sciattella, presidente Cna edilizia. «Questo soprattutto se, come annunciato da vari esponenti di governo, la misura dei super bonus diventerà strutturale o, comunque, sarà confermata almeno per i prossimi tre anni». Al riguardo, dal mese di ottobre, Cna attiverà uno sportello energia attraverso il quale fornire assistenza a cittadini e imprese nell'utilizzo di tali incentivi. Il segmento della riqualificazione energetica può diventare uno sbocco importante per l'economia umbra, nonostante il rallentamento subito nel 2018. Secondo lo studio Centro studi sintesi per Cna, su dati Enea, tra il 2014 e il 2018 nella regione sono stati effettuati 19.235 interventi che hanno attivato investimenti per 163,8 milioni di euro. Cifre che nel 2018 hanno però subito una riduzione: i 3.683 interventi effettuati hanno segnato un calo rispetto all'anno precedente del 22%, riduzione che ha interessato anche il monte investimenti, pari a 30,7 milioni (-19%). Numeri che fanno ben intravedere le potenzialità che i superbonus potrebbero liberare.
Durante l'incontro di oggi pomeriggio, a San Martino in Campo, si parlerà anche di semplificazione delle procedure per l'affidamento degli appalti pubblici, tema che si inserisce in quello più ampio della sburocratizzazione, aspetto che per una regione come l'Umbria e il settore delle costruzioni, in particolare, sarebbe determinante. «Ne è la riprova lo stallo dei lavori di ricostruzione nelle aree terremotate», aggiunge Pasquale Trottolini, responsabile regionale Cna Costruzioni. «Abbiamo accolto con molto interesse le innovazioni introdotte dal commissario straordinario per la ricostruzione, Giovanni Legnini, nelle ultime ordinanze emesse: processi di semplificazione che potrebbero dare l'avvio al più grande cantiere d'Europa. Ma l'esperienza ci impone prudenza rispetto ai facili entusiasmi e dovremo vigilare affinché alle parole seguano i fatti».
Altro tema sotto i riflettori sarà quello delle infrastrutture, con le sei opere indispensabili che Cna Umbria aveva già chiesto di inserire nel grande piano lanciato dai decreti governativi Italia veloce e Semplificazioni. Su tutti i temi trattati, in ogni caso, la Cna regionale avanzerà anche proposte concrete alla Regione. «Riteniamo che questo sia il momento di prendere decisioni importanti», osserva Sciattella. «Scelte che faranno la differenza rispetto al futuro di questo territorio».
Fabio Nucci