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19/08/2020

Economia green, ecco il nuovo piano

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

COLLEGATO AMBIENTE
La proposta del ministro Costa con 105 articoli: imprese, negozi, territorio Per le aziende limiti alle attività inquinanti e incentivi verdi
Riforma urbanistica, vincoli alle attività produttive inquinanti, incentivi alla ricerca e ai prodotti sostenibili, facilitazioni per la vendita sfusa di prodotti cosmetici e saponi per la persona: il "Green New Deal e la transizione ecologica del Paese" prendono la forma di 105 articoli stilati dal ministero dell'Ambiente. Un disegno di legge collegato ambientale 2020 che rispetta la consolidata prassi di governo di provvedimenti elefantiaci e omnibus. Servizio a pagina 5

ROMA

Il «Green New Deal e la transizione ecologica del Paese» prendono la forma di 105 articoli messi a punto dal ministero dell'Ambiente: un disegno di legge collegato ambientale 2020 che rispetta la recente ma ormai consolidata prassi di governo di provvedimenti legislativi elefantiaci e omnibus, densi di rimandi a decreti ministeriali per attuare e completare un provvedimento svuota-cassetti, a tutto campo, fatto di misure epocali (si pensi alla riforma urbanistica attesa da quasi 80 anni e inserita all'articolo 75 nel capitolo sulla rigenerazione urbana) e di molte misure molto micro come l'istituzione dell'area marina protetta delle Isole Cheradi a nord-ovest del golfo di Taranto. Nuovi vincoli alle attività produttive considerate inquinanti, incentivi alla ricerca e alla produzione di prodotti sostenibili, facilitazioni per la vendita sfusa o alla spina di prodotti cosmetici e saponi per la persona, contrasto alla «obsolescenza programmata dei profitti di consumo», nuove regole per la distribuzione grande e piccola dal 2022, vantaggi fiscali per le imprese certificate Emas, nuovi spazi per le società pubbliche in house anche aggirando il codice degli appalti (per la via degli accordi di programma), riforme finalizzate allo sblocco e all'accelerazione dei piani antidissesto idrogeologico, delle bonifiche, della rigenerazione urbana. C'è anche il riordino delle associazioni ambientaliste e la possibilità per loro di fare ricorso più facilmente alla giustizia. Senza parlare qui (si veda l'articolo a fianco) delle norme mirate a rafforzare la burocrazia tecno-ministeriale e paraministeriale verde. Il Ddl, che dovrebbe finire nella legge di bilancio e nel Recovery Plan italiano fra settembre e ottobre, è al momento una bozza (ma dotata di relazione introduttiva e relazione tecnica articolo per articolo) distribuita dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, e dal suo sottosegretario, Roberto Morassut, a partiti di governo e ministeri il 25 luglio: sarà oggetto di un confronto nella maggioranza, che si preannuncia serrato, prima di approdare al Consiglio dei ministri. Il documento ha comunque grande valore perché è la prima trasposizione legislativa del Green New Deal italiano. Ecco i principali contenuti.

Nuovi vincoli alle attività produttive. Tra gli obiettivi principali del Ddl ci sono le limitazioni alle sostanze poli e perfluoro alchiliche (Pfas) all'articolo 15, il divieto di localizzare discariche o impianti produttivi in prossimità di falde acquifere agli articoli 11 e 12, il monitoraggio e la regolazione delle sostanze odorigene (che entreranno anche negli studi di impatto ambientale) agli articoli 17 e 18, la creazione agli articoli 9 e 10 del nuovo fattore di pressione ambientale (Fpa) che porrà limiti su base regionale alle attività inquinanti e sarà incluso nelle valutazioni di impatto ambientale, il contrasto alla «obsolescenza programmata dei prodotti di consumo» (articoli 96-103) imponendo un allungamento della durata delle garanzie sui prodotti tecnologici e la messa a disposizione dei pezzi di ricambio. Tutto da chiarire l'articolo 61 che rivede i criteri con cui si accede alla classificazione di ecosostenibilità per le attività turistiche. Per le opere pubbliche, viene abbassata a 100milioni la soglia per il dibattito pubblico sulle infrastrutture di mobilità ed energia, mentre la Via viene estesa agli elettrodotti in cavo interrato o marino e viene data la possibilità di disporre l'inchiesta pubblica se lo chiedono uno o più consigli comunali che totalizzano almeno 50mila abitanti. Vincoli verdi per gli appalti pubblici.

Distribuzione. Nuove regole per la grande e la piccola distribuzione dal 2022 (articolo 94): per l'asporto dei prodotti alimentari da vendita a banco si dovranno usare sacchetti conformi alle norme Uni En 13432, scatterà un divieto di vendite promozionali su prodotti usa e getta, prevista la vendita di prodotti sfusi, alla spina, con vuoto a rendere e la promozione di prodotti ad alta efficienza energetica, ricaricabili, a marchio Ecolabel.

Incentivi alle attività produttive e di ricerca. Varie forme di incentivo vengono proposte con il collegato (ma andranno sottoposte alla verifica delle coperture): riduzione Irap per le imprese certificate Emas (articolo 60); Iva al 10% per biometano, prodotti in plastica biodegradabile o riciclata, veicoli elettrici e micromobilità in sharing; esenzione Tari per gli esercizi commerciali che venderanno prodotti cosmetici e saponi per la persona scusi o alla spina; incentivi per la rubinetteria sanitaria a gettito ridotto o controllato; fondo da 150 milioni per la sperimentazione della raccolta differenziata del Pet (articolo 90); misure per favorire il recupero di bottiglie e imballaggi direttamente alle macchine di distribuzione di bevande e merende (articolo 91); procedure semplificate per le attività di preparazione per il riutilizzo di prodotti o componenti diventati rifiuti (articolo 88). Viene inoltre incentivata all'articolo 16 l'attività di ricerca di enti pubblici, associazioni e imprese per lo sviluppo di tecnologie e materiali alternativi agli Pfas. È istituito l'interpello ambientale di cui potranno giovarsi tutti gli operatori. Sono istituiti un sistema volontario di remunerazione dei servizi ecosistemici e l'unità di misura arboricola (equivalenza fra emissioni di CO2 e il numero di alberi necessari per contenerla) per appalti pubblici e bilanci di sostenibilità delle imprese.

Le semplificazioni. Una norma rilevante (anche in collegamento con il superbonus del 110%) è l'articolo 63 che equipara alla manutenzione ordinaria gli interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, comprese le opere di isolamento termico delle facciate e delle coperture che non modificano le parti strutturali dell'edificio, e alla manutenzione straordinaria gli interventi che, senza aumento delle cubature, prevedono «l'installazione di schermature e serre solari, la realizzazione di terrazzi adiacenti alle unità immobiliari anche su supporti strutturali autonomi». Gli interventi che prevedono interventi sulle parti strutturali degli edifici e modificano le facciate sono considerati risanamento conservativo. Semplificazioni anche per la sostituzione dei pannelli solari o per l'installazione in aree risanate. Non poteva mancare la mobilità sostenibile: l'articolo 87 rifinanzia con 50 milioni progetti comunali per favorirla.

La gestione del territorio. La parte più promettente del collegato è sulla gestione del territorio: piani antidissesto idrogeologico, bonifiche, divieto di consumo del suolo e rigenerazione urbana. Misure in parte già discusse in Parlamento. Più in generale si tratta di tematiche affrontate da anni senza riuscire a sbloccare né la normativa né le attività che si vorrebbero incentivare. Oppure con risultati ancora limitati rispetto alle ambizioni.

I piani antidissesto sono un esempio, dove il lavoro fatto dalla task force Italia sicura già a partire dal governo Renzi ha riavviato la macchina faticosissima (soprattutto regionale) ma ha anche mostrato che il cammino è lungo fra progettazioni mancanti o in ritardo e iter autorizzativi estenuanti. Si sono poi fatti i commissari. Ora si punta sulla figura del soggetto attuatore, con poteri molto ampi, simili a quelli dei commissari del decreto legge semplificazioni. Potrà certamente accelerare i percorsi degli interventi ma la scelta di inserire un ulteriore livello nella macchina dell'intervento straordinario può lasciare dubbi.

Ampia riscrittura della disciplina vigente per le bonifiche con l'obiettivo di accelerare quel che ha ricominciato a muoversi. Una rivoluzione si profila in ambito urbano dove al divieto di consumo del suolo si associano norme e strumenti urbanistici che puntano a favorire «la costruzione della città pubblica» anche attraverso la partecipazione di soggetti privati. Nella maggioranza c'è chi pensa che dovrebbe proseguire il percorso parlamentare già avviato ma perdere la corsia preferenziale del Ddl collegato sarebbe un'occasione di sviluppo mancato per le nostre città. A conferma che si cerca di trasformare in azioni sostenibili quello che era partito come un mero divieto di nuova edificazione i piani di ripristino ambientale dei terreni già impermeabilizzati.

La caccia. È una delle attività colpite: vengono aggiornate le sanzioni per i trasgressori dei divieti e viene rafforzata la vigilanza (articoli 45-47).

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Edizione chiusa in redazione alle 22

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Il disegno di legge, che dovrebbe finire nella legge di bilancio e nel Recovery Plan italiano fra settembre e ottobre, è al momento una bozza distribuita dal ministro dell'Ambiente