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05/07/2019

Ecomafie, Brescia guida la classifica regionale

Brescia Oggi

IL DOSSIER. Legambiente ha diffuso i dati relativi alle indagini sui reati ambientali in Italia
Prima per denunce e sequestri nei rifiuti, seconda nel settore cemento Il procuratore Nocerino rassicura: «Nessuna nuova terra dei fuochi»
Brescia, provincia ricca. Per affari e malaffari. E se la mano delle ecomafie si allunga sulla Lombardia, è qui, tra discariche e cantieri, che ha deciso di affondare i suoi artigli. Ma la legge sugli eco-reati funziona e dal 2015 (anno dell'introduzione) ha sempre più un ruolo chiave contro gli eco-criminali. LO DICE il Rapporto Ecomafia 2019 di Legambiente, lo stesso in cui si parla di un business nazionale da 16,6 miliardi di euro che lo scorso anno, secondo i dati delle forze dell'ordine e dalle capitanerie di porto, ha visto accertati più di tre reati ambientali ogni ora per un totale di 28mila. Numeri in calo, rispetto al 2017, soprattutto a causa della netta flessione degli incendi boschivi (-67%) e dei furti di beni culturali (-6,35), ma che evidenziano performance poco confortanti per la nostra provincia, prima per illeciti in una regione, la Lombardia, che è settima nella top ten dell'illegalità ambientale con il 5,7% delle infrazioni nazionali accertate (a guidare la classifica è la Campania con un'incidenza del 14,4%). Il rapporto mette in luce un'impennata dei reati nazionali relativi al ciclo del cemento, così come lievitano i reati relativi alle filiere agroalimentari e quelli commessi nel ciclo dei rifiuti. Dati che però, sottolinea Legambiente, evidenziano l'ottimo funzionamento del nuovo modello di tutela penale dell'ambiente ottenuto quattro anni fa grazie alla raccolta firme promossa insieme a Libera (e altre 23 sigle associative) che ha permesso d'introdurre nel nostro Codice Penale i delitti di inquinamento e disastro ambientale, impedimento del controllo e ha inasprito le pene per il reato di omessa bonifica, con una lunga serie di aggravanti, oltre a misure drastiche come la confisca dei beni e sanzioni severe contro la responsabilità giuridica delle imprese. Entrando nel merito del Rapporto 2019, Brescia guida la classifica lombarda dell'illegalità nel ciclo dei rifiuti: 94 le infrazioni accertate, pari all'1,8% di tutta la nazione, 91 denunce, 45 sequestri e un arresto. Seguono Bergamo e Pavia, con un'incidenza sul nazionale pari all'1,2% e 62 infrazioni accertate. Cede il primo posto alla provincia di Sondrio, invece, nelle illegalità legate al cemento, capitolo particolarmente caldo nel dossier di Legambiente per la crescita esponenziale dei reati contestati. L'edilizia attrae mafie e corruzione che inquinano il settore degli appalti e dei cantieri. Delle 266 infrazioni accertate in Lombardia, che hanno portato a 25 sequestri di cantieri e materiali edili e a 355 denunce, Sondrio è in testa alla classifica con 60 reati contestati, seguita da Brescia con 57 e Bergamo con 44.Il dossier di Legambiente ha analizzato le principali inchieste ecocriminali in cui la corruzione è stato lo strumento fondamentale per fare affari deturpando l'ambiente. Dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019 sono ben 100 le inchieste censite che hanno visto impegnate 36 procure. La Lombardia si attesta al quarto posto con 73 inchieste, il 10,8% del totale. Tuttavia la Procura di Brescia non commenta i dati diffusi in termini allarmistici, tali da far definire la nostra provincia «Nuova terra dei fuochi».ANZI, SPIEGA il procuratore reggente di Brescia Carlo Nocerino: «Tutti i reati ambientali in generale, dalle denunce Arpa alle notizie di reato apprese dai pm, mostrano numeri tranquillizzanti». E aggiunge: «Nei primi 6 mesi del 2019 abbiamo definito 174 procedimenti penali su 243, un media di smaltimento buona. Ovviamente si tratta di reati meno gravi. Per quanto riguarda i reati di competenza Distrettuale (come il traffico illecito di rifiuti), ne abbiamo definiti 8 su 16. Per il resto abbiamo delle grosse indagini in fase di chiusura. Dato assolutamente positivo». Nocerino ricorda infine il tavolo tecnico avviato in Prefettura con il Nucleo Ambiente per il monitoraggio costante, anche con rilevamento satellitare, dei siti di stoccaggio in provincia. © RIPRODUZIONE RISERVATA