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05/06/2020

«Ecobonus un’occasione anche per la nostra città»

QN - Il Resto del Carlino

di Alessandra Codeluppi «Il Covid ha avuto un'incidenza negativa sul settore delle costruzioni. Se confrontiamo i dati disponibili riguardanti la cassa edile in febbraio e marzo 2020, emerge un calo della contribuzione sulla massa salari del 12,7% rispetto all'anno precedente. La stessa percentuale, in forma lievemente maggiore, riguarda gli addetti della cassa edile». A tirare le somme di questi difficile periodo, con riguardo ai lavoratori del settore costruzioni, è Giulio Nota, segretario di Feneal Uil e vicepresidente della Scuola edile, che guarda con favore alle ultime misure varate dal governo, seppur con qualche correttivo da introdurre: «Il decreto Rilancio, che prevede l'Ecobonus e il Sisma bonus, con il 110% che sarà dato dallo Stato, può far ripartire il settore, ma bisogna affiancare - propone Nota - il superamento del codice degli appalti, anche di piccole e medie dimensioni, snellendo la burocrazia nell'aggiudicazione degli appalti stessi e introducendo un processo di pagamento dello stato avanzamento lavoro che segua le direttive comunitarie». Promuove gli incentivi dello Stato anche Enrico Zini, membro del direttivo di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), dell'orbita Unindustria: «Ecobonus sisma, bonus per facciate e ristrutturazioni, oltre alle possibilità di sostituire caldaie o impianti, rappresentano finalmente un segnale di attenzione da parte del governo: sono iniziative che possono dare slancio al settore». Pure Zini indica però alcune migliorie necessarie: «Ci aspettiamo decreti attuativi e circolari delle Agenzie delle entrate che siano più precisi e chiari. Bisogna inoltre snellire la burocrazia. E facilitare il sistema creditizio: per le richieste di finanziamenti da oltre 25mila euro bisogna produrre documenti per decine di pagine...». Quanto alla nostra città, secondo Zini si differenzia dalle altre in regione: «Qui ci sono molti appartamenti rimasti invenduti dopo il tracollo delle cooperative del settore, e ora gestiti dall'Istituto di vendite giudiziarie. I prezzi di case e terreni non soggetti a procedure fallimentari scontano un confronto impari con quelli proposti nelle aste del tribunale». Non c'erano forse in passato costi troppo alti? «Fino al 2008 la bolla era sui terreni, ma non su mattoni e manodopera. Ora le aziende edili scontano le conseguenze di una scarsa patrimonializzazione». In prospettiva, secondo Zini, si può puntare soprattutto su «edilizia residenziale e sociale, riqualificazione ambientale e recupero dell'esistente».