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27/08/2021

«Ecco perché in estate Tremestieri si svuota»

Gazzetta del Sud

Intervista con il presidente dell' Autorità di sistema dello Stretto Mario Mega, dai nodi della navigazione ai cantieri fermi in Fiera
«Le compagnie dirottano molte navi dall' approdoa Sud al centro, per noi un grande disservizio La Rada San Francesco? Potrebbero anche esserci due terminalisti diversi ma un solo armatore» «Sui cantieri nella cittadella difficile prevedere i tempi.E il Prp oggiè cambiato» Mario Mega
Sebastiano Caspanello "Sdoppia re" gli imbarcaderi della Rada San Francesco non si tradurrà, automaticamente, nella conclusione del monopolio di Caronte&Tourist. I bandi dell' Autorità di sistema portuale che hanno diviso in duei terminal della Rada hanno indottoa considerazioniaffrettatee il perché lo spiega proprio il presidente dell' Authority, Mario Mega, col quale facciamo il punto su una serie di temi chiave.A partireproprio dai bandi: dueterminaldiversi significanodueterminalisti diversi, non necessariamente due armatori diversi. «È corretto-di ce Mega- devono essere due terminalisti, non necessariamente due armatori diversi. All' Authority interessa chel'a rea venga gestita da due imprese portuali, poièl' impresa portuale che prende in gestione il terminal che si avvale di un armato re». Quindi potrebbe esserci lo stesso armatore con due terminalisti diversi? «Teoricamente sì». I bandi si riferiscono all' approdo di Messina, ma com'è la situazionea Villa San Giovanni? «Lìc'è una concessione più lunga in corso.Ancheinquel casoèilterminalad essere dato in gestione, poi chiunque può chiedere di ormeggiare». Il controesodo ha riproposto anche il tema dell' utilizzo, in queste fasi, dell' approdo di Tremestieri. «C'è stata grande confusione. Il dato di fattoè che in estate gli operatori spostano navi da Tremestieri alla Rada San Francescoe al Porto storico. Questo significa che le circa 60 corse del periodo invernale,in estatesi riduconodi unterzo. Si riduce, dunque,l' offerta peri mezzi pesanti, aumentanoi tempid' attesaei tir finisconoin centrocittà,andando adaggiungersi al flusso di auto. Sono gli armatoria decidere dove collocare le navi, quandoe quante corse effettuare. Per qualcuno questo significa più servizi, per noi, invece, sono grandi disservizi. La programmazione nonè voltaa garantire il rispetto della città, maè vantaggiosa solo per gli armatori, massimizzare le corsee tenere le stive piene». Nonc'è modo per intervenire? «Servirebbe un intervento normativo.L' ho già chiesto al ministro competente, il concettoè che chi utilizza banchine pubbliche deve essere assoggettato ad una programmazione che vada in direzione dell' interesse pubblico. Ma, questo va chiarito, ad oggi gli armatori fanno semplicemente ciò cheè consentito loro di fare». Un provvedimento locale, come un' ordinanza, potrebbe cambiare le cos e? «Di certo non possiamo adottarlo noi.In passatonesonostati adottati,ma queste situazioni non si disciplinano con provvedimenti d' emergenza. Stiamo parlando di condizioni che si verificano ogni anno, che vanno gestite con provvedimenti ordinari». Cambiando argomento, come siamo messi nella Cittadella fieristica? «Per quanto riguardal' ex teatro,a fine agosto scadrà il termine assegnato per revocarel' affidamento al primo aggiudicatario. Sono in corso le verifiche sulla seconda ditta.È difficile adesso dire quando potrà ripartire il cantiere, diciamo 30-45 giorni dalla firma del nuovo cont ratto». Invecel' altro cantiere fermo, relativo ai tre padiglioni vincolati? «C'è un contenzioso, siamo stati citati in giudizioe ci difenderemo.L' appaltatore siè rifiutato di firmare la perizia da noi regolarmente approvata. Ci sono delle regole da rispettare, sono quelle che comandano, non le aspettative del privato. Purtroppo, però, questo cantiere rimarrà bloccato per diversi mesi». Chiudiamo col Piano regolatore del porto.A che punto siamo? «Entro settembre si concluderà la rielaborazione della versione definitiva, dopo le osservazioni della Regione. Sarà un Piano diverso da quello originario, ad esempio nonc'è più il porto turistico nella zona falcata». E quello nella rada San Francesco? «Di sicuro in quell' area non ci saranno più gli approdi. Per il resto il Piano prevede la possibilità di realizzare strutturea supporto del diporto, come dovranno essere realizzate dovrà essere deciso in un' altra fase». Sarà una rivoluzione...a metà? La rada San Francesco potrebbe cambiare volto, coni nuovi bandi dell' Autorità portuale