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26/02/2021

Ecco perché i cantieri non partono Nove bandi su 10 sono scritti male

Libero - ATTILIO BARBIERI

Uffici pubblici pieni di incapaci
Quasi nella metà dei casi i testi delle gare d'appalto contengono da due a cinque errori rilevanti Sbagliati pure i metodi di attribuzione dei punteggi e il calcolo delle parcelle per i professionisti
■ Nove gare d'appalto su dieci fra quelle bandite dalla pubblica amministrazione sono sbagliate. Addirittura il 76% dei bandi la progettazione contiene due inesattezze e in un caso su due si tratta di sbagli o sviste gravi, tali comunque da inficiarne l'efficacia. Il Sole 24 Ore ha pubblicato i risultati di due diverse ricerche condotte una dal Consiglio degli architetti e l'altra dall'Oice (società di ingegneria). La casistica delle inesattezze è comunque molto ampia e va dalle nel calcolo della parcella prevista per i progettisti coinvolti alle percentuali di ribasso della parcella fino alle limitazioni alla concorrenza di tipo territoriale o di fatturato. Senza trascurare errori marchiani nei criteri di valutazione dei punteggi, un "dettaglio" che conduce inevitabilmente al ricorso al Tar. Il fenomeno è di tali proporzioni da spiegare in buona parte i ritardi legati a ricorsi ai Tribunali amministrativi che impongono spesso di rifare daccapo il bando di gara contestato. Gli esclusi hanno gioco facile nel dimostrare la nullità della gara e i giudici amministrativi non possono far altro che farne una nuova. TROPPE CRITICITÀ I numeri elaborati dall'Onsai (Osservatorio nazionale sui servizi di architettura e ingegneria) restituiscono un'immagine inquietante. Sulle1.946 gare bandite nel periodo luglio-dicembre 2020 da enti e amministrazioni i pubbliche, ben 1.636 mostravano almeno una criticità rilevante, mentre appena 273 erano conformi alle norme vigenti. Addirittura 924 gare, pari al 47,5% del totale, facevano registrare da 2 a 5 errori ognuna. Dunque una procedura su due è facilmente invalidabile. Si spiegano anche così i ritardi accumulati delle 58 opere pubbliche incompiute e in forte ritardo per le quali sono già stati stanziati - e sono disponibili in cassa - ben 60 miliardi di euro. Autostrade, metropolitane, linee ferroviarie, ponti: c'è un po' di tutto. E tutte sono indietro sulla tabella di marcia. Molte di queste 58 opere, censite da Milena Gabanelli e Fabio Savelli su Dataroom del Corriere , sono incappate proprio in errori marchiani contenuti nel bando di gara. L'unica scusante segnalata dall'osservatorio Onsai è l'ingorgo creatosi nella seconda parte del 2020, un anno eccezionale, con l'aumento del 50% delle gare. Una crescita legata all'emergenza Covid e ai fondi stanziati per sostenere la ripresa dell'economia. Contemporaneamente sono cresciuti del 43% gli importi messi a gara per i servizi di ingegneria. NIENTE BANDO Ma c'è un'altra faccia della medaglia, messa in luce sempre dal lavoro dell'osservatorio Onsai. Quasi il 70% dei servizi di progettazione e ingegneria vengono assegnati senza un vero e proprio confronto competitivo. Una prassi che si realizza, ad esempio, con l'introduzione di specifiche tali da escludere la stragrande maggioranza dei soggetti potenzialmente interessati al bando oppure con la previsione di vincoli territoriali stringenti. Senza contare che il decreto semplificazioni ha introdotto scorciatoie che consentono ad esempio alle pubbliche amministrazioni di scegliere il progettista sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa e non del massimo ribasso. Un'altra fenomenologia che ha innescato nuovi contenziosi dall'esito imprevedibile. E sempre in materia di professionisti c'è da registrare lo sbaglio frequente nel calcolo delle parcelle che alimenta ulteriormente i ricorsi alla magistratura amministrativa. © RIPRODUZIONE RISERVATA