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25/08/2018

Ecco il nuovo ponte. Ma è inutilizzabile

Il Tempo - Fernando Magliaro

Tor Pagnotta È finito da un paio d'anni ma non è stato ancora collaudato «Roma metropolitane» deve stabilire se la certificazione è valida o meno Il nodo Si cerca un ingegnere che firmi il «via libera»
• C'è un ponte che, forse, per Roma può far capire meglio di quelli della Scafa e della Magliana, chiarisce quanto nella Capitale la questione possa essere intricata e delicata. È un ponte sul fosso di Tor Pagnotta lungo il corridio della Mobilità Eur-Laurentina, opera progettata dalla Giunta di Walter Veltroni, iniziata con Gianni Alemanno sindaco e che, forse, vedrà la luce, dopo la mezza parentesi di Ignazio Marino, con Virginia Raggi in Campidoglio entro la fine di quest'anno. Ad Alemanno - via il defunto ex amministratore delegato dell'Ente Eur, Riccardo Mancini, condannato a cinque anni di reclusione per tangenti - quel corridoio è costato un'accusa, archiviata, per finanziamento illecito. C'è un ponte, dicevamo. E sta sul fosso di Tor Pagnotta. Ponte bello e finito già da un biennio. Ma il cui collaudo è ancora aperto. Con un lunghissimo scambio di lettere fra l'azienda vincitrice della gara d'appalto e la stazione appaltante, Roma Metropolitane, la società che la Raggi prima voleva chiudere e liquidare e che poi ha deciso di salvare senza, però, completare tutti gli atti tanto che il suo amministratore delegato, Pasquale Cialdini, dalla Raggi nominato a dicembre 2016, si è dimesso per protesta a inizio agosto. A febbraio 2016 il collaudatore del ponte, l'ingegner Roberto Bottari, spedisce una lettera a tutta la commissione di collaudo di Roma Metropolitane: architetto Margherita Meloni, architetto Domenico Sandri, ingegner Maria Cristina Roscia e all'avvocato Giorgio Calabresi. Testo: «le travi del ponte» non hanno la «prescritta marcatura CE», quella che sta ovunque, dai giocattoli dei bambini agli elettrodomestici e che garantisce la conformità del prodotto alle norme dell'Unione Europea. Per le travi del ponte, scrive ancora l'ingegner Bottari, il costruttore ha fornito un «attestato di equivalenza». C'è un però, ovviamente. L'«attestato di equivalenza» non ha «riscontro alcuno nell'ordinamento vigente, unico riferimento al quale debbono attenersi, secondo il principio di legalità, gli Enti pubblici». Spetta a Roma Metropolitane decidere, secondo quanto argomentato dal collaudatore, se la certificazione prodotta dall'azienda è valida o meno. A maggio di quest'anno, per ragioni personali, il collaudatore, Roberto Bottari, si è dimesso e da allora si cerca un nuovo ingegnere che firmi il via libera. Nota di dettaglio: il costruttore si era dichiarato disponibile a provvedere «alla rimozione delle travi» prive di certificazione adeguata. Anzi, in una lettera a Roma Metropolitane la società De Sanctis, quale capofila del consorzio che sta costruendo questa parte del Corridoio, scrive che «non potendo fare altrimenti, avrebbe ottemperato a un formale ordine di demolizione e ricostruzione che le fosse» stato impartito da Roma Metroplitane. Era ottobre 2017 e la De Sanctis era estremamente chiara con Roma Metropolitane: «È evidente che la programmazione dei lavori potrà essere realisticamente e concretamente effettuata solo a seguito del'emissione dell'ordine di servizio (che è in attesa di essere ricevuto da ormai quasi due anni)», aggiungendo che «la sostituzione delle travi comporta la totale demolizione dell'impalcato (il ponte, ndr) e la relativa ricostruzione». E Roma Metropolitane? In una lettera a firma dell'architetto Meloni, responsabile delprocedimento, si ripercorre tutta la storia di queste travi, ricordando che a dicembre 2015, poi a gennaio 2016 fino alle ultime note dell'estate 2017 la richiesta di demolizione era stata fatta. Ma non eseguita. Secondo l'ad uscente di Roma Metropolitane, Cialdini, «il ponte starà su. È solo una questione di pezzi di carta. Sarà il prossimo collaudatore a decidere se il ponte andrà demolito, vedremo. Ma chi si sentirebbe di demolire una cosa appena fatta e pagare di nuovo per rifarla?».

Foto: Burocrazia


Foto: Il ponte sul fosso di Tor Pagnotta non può essere utilizzato per problemi di certificazione

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