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05/06/2019

Ecco come cambia il «Codice» Ma il testo è ancora fantasma

Il Tempo - Tommaso Carta

Impasse Corsa contro il tempo per convertire il decreto Sblocca cantieri entro il 17 giugno
Appalti I Comuni potranno fare le gare senza rivolgersi alla stazione unica Dl Crescita Scontato il ricorso alla fiducia per licenziare in tempo le norme
• Dopo i ripetuti rinvìi e lo stallo in Parlamento sui decreti Crescita e Sblocca cantieri, con il rischio che i due provvedimenti non venissero convertiti in legge, Camera e Senato spingono sull'acceleratore e si preparano a un tour de force di due-tre settimane. A rimettere in moto quasi in extremis l'iter dei due provvedimenti, fermi da giorni nelle rispettive commissioni, è l'intesa siglata oggi tra M5s e Lega sulle norme relative al Codice degli Appalti, e l'accordo che potrebbe essere raggiunto sulla trasformazione delle misure cosiddette «Salva Roma» in azioni più generali a favore dei comuni in difficoltà. I tempi, però, stringono: il decreto Sblocca cantieri, all'esame del Senato, scade il 17 giugno, e deve essere licenziato prima da palazzo Madama e poi dalla Camera, dove è atteso in Aula martedì 11 giugno. Il decreto Crescita, ora alla Camera, scade il 29 giugno, e anche in questo caso il provvedimento dovrà essere approvato prima da Montecitorio e poi al Senato, dove sarà all'esame dell'Assemblea nella settimana dal 25 al 27 giugno. Dunque, tempi strettissimi e testi «blindati» per evitare incidenti di percorso. Alla Camera, del resto, si dà per scontato il ricorso alla fiducia sul dl Crescita. Stesso orientamento che sembra prevalere anche al Senato, viene spiegato da fonti di maggioranza, anche se al momento non è stata presa alcuna decisione in merito. L'intesa raggiunta sul decreto Sblocca cantieri prevede la modifica del testo originario firmato Lega sullo stop di due anni al Codice degli appalti, proposta osteggiata dai 5 stelle: il nuovo testo dispone «la sospensione di alcuni punti rilevanti del Codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese. Al contempo, sarà garantito il rispetto delle norme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari sull'argomento. In particolare saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese», spiegano i capigruppo gialloverdi. In particolare dal codice verranno messi in stand by tre punti (sui cinque richiesti dal Carroccio), per tutto il 2019 e il 2020. Il primo riguarda la possibilità per i Comuni di fare le gare senza rivolgersi alla stazione unica appaltante. La seconda sospensione coinvolge l'albo dei commissari Anac, peraltro non ancora completo. L'ultimo congelamento, che era già contenuto nel testo del decreto, riguarda l'appalto integrato. Per i subappalti resta la soglia del 40%, come già previsto, e per le offerte economicamente vantaggiose rimane il 30% del limite del prezzo. Quanto al decreto Crescita, il nodo delle norme sul debito della Capitale non è ancora stato sciolto, ma la trattativa prosegue: una nuova riunione di maggioranza e governo dovrebbe tentare di superare l'impasse sulle norme «Salva Roma» volute dai 5 stelle e non gradite alla Lega, che invece vorrebbe ampliare l'impatto delle misure anche a tutti i comuni in difficoltà. Questo il timing dei lavori parlamentari che si profila: l'esame del decreto Sblocca cantieri inizierà questa mattina alle 9.30 in Aula al Senato, ha stabilito la conferenza dei capigruppo. Sempre che la commissione recepisca in mattinata il testo dell'accordo tra Lega e Cinquestelle e lo licenzi in tempo utile. Non a caso dalle opposizioni accusano «il viceministro Garavaglia che si rifiuta di dare conto della soluzione trovata all'impasse e non c'è traccia di un testo sul quale la commissione si possa esprimere», affermano Dario Stefàno e Alan Ferrari, vicepresidente dei senatori Pd e segretario d'aula Pd. Il voto sul provvedimento è atteso nella giornata di domani. Dopodichè passerà alla Camera, e sarà all'attenzione dell'Aula da martedì 11 giugno, per essere licenziato in via definitiva entro la stessa settimana. L ' a p p r o do del decreto Crescita in Aula alla Camera slitta invece a domani (inizialmente era previsto per ieri): la discussione generale dovrebbe iniziare alle 18 e, al termine, il governo dovrebbe porre la questione di fiducia, il cui voto si svolgerebbe venerdì, mentre il voto finale sul provvedimento dovrebbe tenersi sabato mattina. Il decreto passerebbe quindi all'esame del Senato, per essere approvato definitivamente il 27 giugno.

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Critiche

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Foto: Mediazione Il ministro per i Rapporti col Parlamento Riccaro Fraccaro


Foto: (LaPresse)