scarica l'app
MENU
Chiudi
26/06/2019

E Zaia avverte Roma «La burocrazia non ci intralci»

QN - Il Resto del Carlino

Saranno le Olimpiadi del lombardo-veneto Tutto il Paese ne gioverà MILANO Orgoglio padano INTERVISTA «BASTA UFFICI COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI» «LE OLIMPIADI 2026 dovranno avere un braccio operativo che faccia le cose e un board che pensi alle scelte di fondo. Le formule giuridiche a me vanno bene, quando sono collaudate, basta che non diventino un 'ufficio complicazioni affari semplici'. L'Italia, con i Giochi, dimostri di imboccare un nuovo corso». Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia è sul treno che, dopo la conquista delle Olimpiadi invernali 2026 da parte di Milano-Cortina, lo sta riportando da Losanna a Venezia e pensa già alla realizzazione concreta dell'evento a Cinque Cerchi. Cosa intende quando dice di evitare l'ufficio complicazioni affari semplici? «A livello nazionale si deve iniziare a pensare che dove c'è una carriola di malta non c'è necessariamente un ladro che l'accompagna. Finiamola con questo odio sociale e con il vedere ladri dappertutto. È giusto che i controlli si facciano, ma da amministratore dico che i controlli in questo momento rischiano di bloccare il Paese. Proprio pensando alle Olimpiadi, dobbiamo avere un approccio nuovo». Quali sono i problemi? Il Codice degli appalti? L'Autorità nazionale anticorruzione? «Se nei prossimi anni si inasprisce l'approccio, finisce che ci chiudiamo in casa. Serve un'altra visuale. Gli altri Paesi europei ce l'hanno». Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha già in mente un manager per gestire la realizzazione dei Giochi. Vi siete già confrontati sul nome? «Io non ho mai chiesto posizioni. A me basta che siano persone dalla provata professionalità, che non siano elefanti della politica. Non abbiamo bisogno di perditempo o di gente che ha bisogno di un posto di lavoro». Qual è l'identikit? «Le Olimpiadi sono un grande evento. Ci vuole una persona con una visione industriale e che sappia lavorare in team. Se conoscesse la macOCCASIONE DA NON PERDERE «L'Italia può finalmente dimostrare di aver imboccato un nuovo corso» china amministrativa pubblica, non sarebbe una cosa indifferente. Bisogna ricordarsi bene di una cosa: noi portiamo a casa 925 milioni di dollari». Incontri in vista? «Ne faremo a breve. È fondamentale iniziare a parlare di chi fa cosa, come, quando e perché. Sette anni sono tanti, ma sono anche pochissimi. È un batter di ciglio nella storia». I finanziamenti per impianti e infrastrutture sono garantiti da Lombardia e Veneto. Il vicepremier e leader grillino Luigi Di Maio ha sempre detto «neanche un euro per le Olimpiadi». Può cambiare qualcosa? «Vedremo. Stiamo parlando di una prospettiva di sette anni. Le Olimpiadi devono essere un momento di coesione nazionale. Si tratta di un evento - lo dicono le università La Sapienza, Ca' Foscari e Bocconi - che farà aumentare il Pil e il turismo. Leggo che i 5Stelle in Lombardia dicono 'sono le nostre Olimpiadi'. Vedo la cosa positivamente, è giusto che si riveda il termine dei finanziamenti a livello nazionale. Stiamo rientrando in patria e mi dicono che in Italia non si parla più di spread e di crisi, ma si parla di Olimpiadi». Una vittoria anche interna? «Per me è andata doppiamente bene. Sono partito da solo, con una candidatura (Cortina, ndr) che è stata contestata dai miei avversari politici, ma non dai cittadini. Nel caso delle Olimpiadi abbiamo fatto un accordo strategico con la Lombardia. Le Dolomiti insieme a una metropoli, Milano, che ha una visibilità internazionale. Abbiamo creato la miscela esplosiva. Se non ci fossero state le Regioni Veneto e Lombardia, il dossier olimpico sarebbe andato al macero». In cuor suo sono le Olimpiadi del lombardo-veneto, lo confessi. «Lo sono di fatto. Siamo la Baviera d'Italia. Ma abbiamo portato valore a tutta l'Italia con le Olimpiadi. In questo anno e mezzo di tribolazione, abbiamo sentito varie battute contro l'Italia, e non solo da parte degli svedesi. Ma siamo andati avanti decisi». m. min