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16/10/2019

E’ un processo simbolo, grandi assenti sia il Comune di Latina sia il sindacato

Il Messaggero

IL CASO
Doveva essere un processo simbolo della lotta contro il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori invece alcune delle presenze che erano state preannunciate in veste di parti civili ieri mattina non c'erano nell'aula del Tribunale di Latina alla prima udienza di Commodo' che si svolge con giudizio immediato. Non c'era il Comune di Latina che a gennaio aveva annunciato la propria intenzione di «costituirsi parte civile nel procedimento che dovesse essere avviato nei confronti degli indagati» nell'ambito dell'inchiesta Commodo. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto sia perché non essendo l'ente locale una parte offesa non ha ricevuto notifiche ufficiali sulla data dell'udienza sia perché in questo caso non c'è stato il paracadute dell'udienza preliminare. Da piazza del Popolo sottolineano però di voler trovare una soluzione affinché in futuro non si verifichino più situazioni del genere che obiettivamente non fanno fare una bella figura all'amministrazione. Assente in aula anche la Cisl coinvolta in prima persona essendo stato arrestato il segretario provinciale della Fai, Marco Vaccaro. All'epoca dei fatto il segretario nazionale Onofrio Rota, a Latina aveva dichiarato di confidare nella magistratura: «Siamo una federazione sana che rappresenta il lavoro e lo rappresenta anche bene. Penso - aveva aggiunto - che il sindacato si costituirà parte civile nel processo». Ma ieri mattina in aula neppure la Cisl era presente.
E. Gan.
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