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23/05/2020

«È un decreto elemosina» Gli industriali attaccano

La Prealpina

DAL PIEMONTE
ARONA -(m.f.) «Decreto legge " Rilancio " ? Avrebbero dovuto chiamarlo " Elemosina " ». Il presidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia, Gianni Filippa, mette da parte il fioretto e non usa mezzi termini riguardo il recentissimo provvedimento del governo: «Vogliamo continuare a lavorare e a produrre ricchezza e benessere, ma abbiamo bisogno di una visione di lungo termine che favorisca concretamente lo sviluppo attraverso forti investimenti e una reale semplificazione normativa. Sono mesi che sentiamo parlare di miliardi come fossero noccioline. Provate a chiedere a qualche imprenditore, a qualche barista, a qualche ristoratore, albergatore o negoziante, se ha ricevuto un solo euro; alcuni, pochi, hanno avuto dalle banche un prestito che dovranno restituire». Una delle priorità, per Filippa, è la possibilità di utilizzare immediatamente il bonus per le ristrutturazioni in edilizia. «Il rischio, altrimenti -puntualizza- è che l ' iter burocratico troppo complesso ne ritardi l ' attuazione di molti mesi, vanificando la capacità di avviare subito investimenti. E poi si deve iniziare a pensare a un rilancio " vero " , che metta al centro l ' uomo, e che non può che passare da infrastrutture di comunicazione, materiale e digitale, scuole, università, nuove esigenze abitative, sanità, gestione delle acque e dei rifiuti. No a soluzioni temporanee, sì a misure strutturali. Serve un programma su più anni e che sia pianificato in modo serio, non con il sistema degli appalti al ribasso e con una burocrazia che frena ogni iniziativa orientata allo sviluppo». Un rilancio, per il presidente di Cnvv, che dovrà promuovere sempre di più il " made in Italy " : «Ha ancora -conclude- un ' ottima immagine nel mondo e dobbiamo continuare a potenziarlo con la qualità dei nostri prodotti. La Regione Piemonte ha attivato una lodevole iniziativa che dovrebbe portare contributi alle attività commerciali in tempi che spero brevi. Usciamo però dalla retorica dell '" andrà tutto bene " , perché se continuiamo così andrà tutto male, nella direzione di una decrescita che rischia di essere davvero infelice».