scarica l'app
MENU
Chiudi
04/06/2019

E sugli appalti scoppia già la rissa

QN - Il Resto del Carlino

Alessandro Farruggia ROMA SBLOCCA cantieri, ancora una fumata grigia. Nessuna intesa sull'emendamento della Lega per fermare per due anni l'applicazione del codice per gli appalti. La riunione convocata a Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte per trovare una mediazione si è interrotta a meno di un'ora dall'inizio per divergenze sulla norma che modificherebbe l'articolo 1 dello Sblocca cantieri. Come previsto l'empasse è sull'emendamento di Salvini per sospendere per due anni il codice degli appalti. M5S CHIUDE di brutto. «È un emendamento non condiviso da nessuno e che butta all'aria mesi e mesi di lavoro: una provocazione e il M5s non ha mai fatto o accettato provocazioni», attacca il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. A lui, indirettamente, dà una mano il presidente dall'Anac, Raffaele Cantone. «Il Codice degli appalti - dice il numero uno dell'autorità anticorruzione - non può essere sospeso perché ci sono direttive comunitarie e perché le stazioni appaltanti hanno bisogno di regole. Bisogna capire cosa si intende per sospensione. Certo di regole non si può fare a meno». Ma Salvini la pensa all'opposto, vede il codice come un ostacolo, e non è neppure andato al vertice convocato da Conte («Conte convoca una riunione sullo Sblocca cantieri, ma io sono qua alla Pedemontana Veneta, dove un cantiere è stato sbloccato», dice ironico ai cronisti che lo seguono) dando mandato di suoi a Roma di tenere la barra dritta: il congelamento del codice degli appalti, o meglio di una parte del codice, s'ha da fare. «Il codice degli appalti è stato un disastro, è tutto bloccato - ripeteva ancora ieri il vicepremier leghista - e così abbiamo proposto un emendamento molto semplice per due anni sospende il codice degli appalti che complicava la vita agli amministratori e agli imprenditori». Ma l'«emendamento molto semplice» non ha il consenso dei Cinque Stelle e tantomeno del Pd, oltre che dei sindacati e dell'Anac. A Palazzo Chigi, peraltro, hanno il sospetto che la linea dura del Carroccio non sia solo una questione di merito. La Lega, dicono fonti di governo M5s presenti all'incontro convocato dal premier Conte, ha insistito pancia a terra sulla sua linea ben oltre la difesa di un emendamento. «E così - osservano - dato che al tavolo non erano state portate argomentazioni tecniche ma solo un puntiglio politico, si è preso atto che non era possibile proseguire. Hanno trovato un pretesto per creare caos, ma a questo punto il lavoro si è interrotto». E chissà se e come si riprenderà. Appare sempre più scontato uno slittamento dell'avvio delle votazioni sugli emendamenti al decreto legge sblocca cantieri che era fissato per questa mattina nell'aula del Senato. DI SICURO per Conte l'ennesimo strappo, proprio nel giorno del suo ultimatum, non è una buona novella. «Allora andiamocene tutti a casa», sbotta il premier sciogliendo il vertice. «Se la Lega vuole far saltare il decreto sblocca cantieri e magari così mettere a rischio lo stesso governo - dicono fonti vicine a Toninelli - Salvini dicesse in maniera chiara e se ne assumesse tutte le responsabilità». E non è detto che questo non accadrà davvero. © RIPRODUZIONE RISERVATA