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12/02/2020

E nelle scuole è sos differenziata «Istituti del Centro come discariche»

Il Messaggero - Pier Paolo Filippi

IL FOCUS
SITUAZIONE AI LIMITI AL LEOPARDI O AL GUICCIARDINI VINCENZONI, ASSESSORE DEL I MUNICIPIO: «TUTTO QUESTO È INDECENTE»
Pile di scatoloni schiacciati che arrivano fin sopra i davanzali delle finestre, decine di bustoni trasparenti pieni di cartacce addossati ai muri, bidoncini e cassonetti ormai strapieni che traboccano di sacchi neri. È questo lo spettacolo al quale quotidianamente assistono gli studenti e il personale delle scuole di Roma, dove il servizio di raccolta differenziata per le utenze non domestiche (Und), scuole, uffici ed esercizi commerciali, appaltato da Ama ai privati è tornato in emergenza. Scene simili, negli ultimi giorni, si verificano a macchia di leopardo un po' in tutta la città, a partire dal I Municipio come denuncia l'assessore all'Ambiente Anna Vincenzoni. «A volerla dire tutta, l'emergenza è cominciata non appena è partito l'appalto per le utenze non domestiche e non è mai finita - spiega - Ricevo segnalazioni via email o Whatsapp ogni giorno da tutte le scuole, la situazione sta diventando insostenibile. È indecente che dei luoghi così importanti, come gli ambienti e gli spazi frequentati dai nostri bambini, siano ridotti in queste condizioni. Senza contare che la situazione non è delle migliori neanche fuori dagli istituti, intorno ai cassonetti stradali». Solo per citare qualche esempio, alla scuola "Leopardi", plesso dell'istituto comprensivo di via del Parco della Vittoria nella Riserva naturale di Monte Mario, nessuno è passato a ritirare i rifiuti per due settimane. Cumuli di sacchi di immondizia si sono formati anche nella scuola "Guicciardini" e nell'istituto comprensivo di via delle Carine, vicino al Colosseo, «dove sono stati costretti a stipare i rifiuti in un magazzino che ora sta tracimando», aggiunge l'assessore. LE DENUNCE «Purtroppo noi non possiamo fare niente, tra l'altro quello della raccolta differenziata in scuole, uffici ed esercizi commerciali è un appalto fatto senza nemmeno consultare i municipi - continua Vincenzoni - L'unica cosa che possiamo fare è segnalare, e noi da tempo l'abbiamo fatto. Abbiamo scritto alla sindaca Raggi, che non ci hai mai risposto, e recentemente, due settimane fa, ho posto la questione all'amministratore unico di Ama, Stefano Zaghis, nel corso di una seduta della commissione capitolina Ambiente, ma la situazione non sembra migliorata». Ma oltre al risvolto "ecologico", relativo alla salubrità degli ambienti scolastici, c'è anche un problema economico, dal momento che Ama è costretta a sostituirsi alle ditte private inadempienti per provare a tenere pulite le scuole. «Praticamente i cittadini pagano per questo servizio, o meglio per questo disservizio, due volte - spiega l'assessore del I Municipio - La prima quando Ama, che è una società pubblica, quindi con i soldi dei contribuenti, paga le ditte appaltatrici, la seconda quando gli operatori della municipalizzata sono costretti a intervenire per coprire il servizio». E nonostante i problemi siano noti da mesi, al momento non si vede via di uscita. «Probabilmente andrà avanti così fino a maggio, quando scadrà l'appalto Und», spiega il presidente della commissione Ambiente del Municipio Stefano Marin. A Roma ci sono circa 130mila utenze tra ristoranti, bar, attività commerciali di vario genere, uffici, enti, scuole e ospedali. Ama svolge una parte di questo servizio, mentre per 58mila utenze la raccolta è stata affidata in appalto, per quasi 160 milioni, a quattro operatori che si occupano di 16 lotti. Nonostante Ama anche recentemente ha riferito di un aumento del 2 per cento nella raccolta Und nel 2019, la situazione è disastrosa. E non solo nelle scuole. Lo testimoniano sia i numeri dei reclami - circa 200 al giorno nello scorso anno - sia le verifiche sulle inadempienze delle ditte, tanto che sono già state previste sanzioni per oltre un milione. La parte più grande proprio nel I Municipio, dove Multiservizi ha già oltre 800mila euro di penali ipotizzate. Una gestione dell'appalto insomma catastrofica, che ha contribuito a rendere la città più sporca e ad affossare la raccolta differenziata, perno attorno al quale avrebbe dovuto ruotare la "rivoluzione" rifiuti a 5 stelle.

Foto: A destra e a fianco rifiuti ammassati alla scuola Leopardi e in un altro istituto comprensivo