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20/05/2021

È morto senza padrone Sindacato parte civile

Brescia Oggi

EDOLO La tragedia sul lavoro nel dicembre 2018 nel Comasco
A distanza di tre anni dal decesso di Zyber Curri non si è ancora saputo per quale impresa lavorasse
Zyber Curri morì tragicamente il 12 dicembre di tre anni fa. Mentre era impegnato a trasportare del materiale edile precipitò in un dirupo da un costone di roccia nella comasca Val Cavargna, dove si stava realizzando una grande centrale idroelettrica. Il 48enne manovale di origine kosovara, che risiedeva con moglie e quattro figli ad Edolo, era al lavoro in nero e dopo la morte nessuno sembrava volesse conoscerlo, negandone addirittura l'esistenza come fosse un fantasma. Ai carabinieri giunti sul cantiere della grande diga bocche cucite degli operai perché Zyber Curri era un lavoratore in nero sconosciuto a tutti.Dopo quasi tre anni ancora non si sa per conto di quale impresa lavorasse l'operaio. Fillea Cgil Lombardia, di Como e di Valle Camonica Sebino ora si sono costituite parte civile nel processo nel quale sono imputati i titolari ed i tecnici delle società impegnate nella realizzazione dell'opera. I rappresentanti sindacali regionali hanno acquisito importanti informazioni proprio dalle segreterie camune e comasca e con il supporto degli avvocati hanno fornito alla Procura di Como «un filo conduttore nel labirinto del sistema di appalti e subappalti che ha così portato alla ricostruzione della vicenda».In una nota Fillea sostiene che «gli infortuni sul lavoro frutto della mancanza di applicazione delle regole sulla prevenzione previste dal Testo unico della salute e sicurezza. Il sistema di regole previste dalla legge non è nato per creare burocrazie ma per tutelare la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Regole che spesso non vengono applicate con il dovuto rigore ed è questo malcostume diffuso che determina la mancanza di prevenzione».Fillea torna denunciare «la mancanza di applicazione delle più elementari regole della prevenzione, dell'informazione all'utilizzo dei dispositivi di protezione e della mancanza di un numero adeguato di personale per garantire i controlli ispettivi, di risorse insufficienti per la formazione e i controlli da parte delle Regioni». «Occorre un salto di qualità del sistema della prevenzione, fondi sufficienti per il personale addetto ai controlli ed un sistema coordinato fra ispettorato e sistemi di prevenzione, formazione ed informazione continua», conclude Fillea Cgil, guardando ora alla propria costituzione di parte civile per la morte in cantiere di Zyber Curri.. L.Ran.© RIPRODUZIONE RISERVATA