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19/03/2021

È l’ora delle scelte verdi, al governo serve coraggio

La Repubblica - Stefano Ciafani

L'intervento
Basta false promesse. Con questo slogan il movimento dei Fridays for future tornerà a scioperare domani per la lotta alla crisi climatica. Sarà uno sciopero virtuale, nel rispetto delle norme anti Covid-19, ma le richieste sono concrete. In Italia i giovani si sono concentrati sulle richieste al governo Draghi per definire un Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in grado di far uscire il Paese diversamente da come è entrato nella pandemia. Come rispondere ai giovani che scioperano? Bisognerà fare bene, aggiustando la rotta al Piano del precedente governo. Serviranno scelte radicali sui progetti da finanziare, puntando solo sulle tecnologie pulite per la produzione di energia rinnovabile, in primis fotovoltaico ed eolico, a terra e a mare, sugli impianti dell'economia circolare, sulla mobilità a emissioni zero in città e sulle tratte extraurbane, sulla rigenerazione urbana sostenibile anche socialmente, sulla manifattura innovativa, sull'agroecologia, sul turismo sostenibile e sulle aree protette evitando anche l'infiltrazione criminale negli appalti. Si dovranno finanziare solo progetti che fanno a meno delle fonti fossili, a cui vanno tolti i 19 miliardi di euro di sussidi annuali, trasformandoli in incentivi per la riconversione di impianti e mezzi, partendo da agricoltura e autotrasporto. Servirà anche rimarginare le ferite del passato, come le mancate bonifiche della Terra dei fuochi in Campania o della Valle del Sacco nel Lazio, lo smog che si respira in Pianura padana o nelle città del Paese, l'inquinamento di fiumi e coste da scarichi, civili e industriali, non depurati. Bisognerà fare anche presto. Ma dovremo approvare alcune riforme necessarie, senza le quali non rispetteremo la scadenza del 2026 per spendere i 209 miliardi di euro del programma Next Generation Eu. A partire dalle semplificazioni, procedurali e autorizzative, necessarie alla realizzazione delle opere della transizione ecologica in tempi simili ad altri Paesi industrializzati, come ricordato anche dai ministri Cingolani e Giovannini nelle recenti audizioni in Parlamento (pensare al cosiddetto modello Genova è però fuorviante perché si tratta di un caso particolare).
Per fare in fretta serve anche un nuovo modello culturale e di partecipazione per superare i conflitti territoriali da parte delle istituzioni - come le Sovrintendenze o i politici eletti - e dei cittadini, spesso all'oscuro dei benefici che garantiscono le opere utili alla riconversione verde. Sarebbe sufficiente estendere lo strumento del Dibattito pubblico, già previsto dal Codice degli appalti, a tutte le opere pubbliche finanziate col Pnrr. Per ridurre le contestazioni, causate anche dalla scarsa fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, serve innalzare il livello dei controlli ambientali pubblici, potenziando il Sistema nazionale di protezione ambientale istituito 5 anni fa per rendere più omogenei sul territorio i monitoraggi dell'inquinamento. È il momento delle scelte coraggiose da parte del governo Draghi, ma coerenti con quanto ci chiede l'Europa. Non abbiamo altre soluzioni se vogliamo trasformare davvero l'Italia in un Paese più verde, innovativo e inclusivo.
Presidente di Legambiente

La protesta I venerdì per la Terra

Domani Sul sito di Fridays for future italia (https://fridaysf orfutureitalia.it) gli incontri dal vivo e online per la Giornata mondiale per il clima di domani