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10/06/2019

E Landini fa muro “Ci attacca ma da premier badava solo alle imprese”

La Repubblica - Paolo Griseri

Il segretario della Cgil alla Festa di Bologna
Renzi ora parla del sindacato? Poteva farlo quand'era a Palazzo Chigi Boccia chiede un patto tra imprese e sindacati Ok, ma loro firmino i contratti
Bologna - Una sveglia al sindacato che solo oggi minaccia scioperi contro il governo? «Vedo che ora Renzi prende in considerazione le iniziative del sindacato. Avrebbe potuto farlo anche quando era presidente del Consiglio. Allora invece ricordo che non aveva alcuna interlocuzione con le organizzazioni dei lavoratori.
Era più attento alle ragioni delle imprese. Comunque ben venga il suo ravvedimento. Noi siamo disposti a parlare con tutti». Maurizio Landini, a Bologna per partecipare all'appuntamento di Repubblica delle Idee, replica così all'ex premier. Una polemica, quella tra Renzi e Landini, che nasce dal giudizio sulla stagione renziana e sulle divisioni che ancora oggi provoca nella sinistra.
Nell'intervista pubblica Landini torna su quelli che considera gli errori del governo guidato da Renzi: «Si è svalutato il lavoro. Con il jobs act è passata l'idea che fosse di sinistra togliere lo statuto dei lavoratori. Una regressione pericolosa». Eppure, come dimostrano i casi di Whirlpool e Ilva, non pare che i 5 Stelle, che avevano suscitato speranze anche in una parte della sinistra, siano in grado di mantenere le promesse: «L'assenza di politica industriale in Italia c'è da molti anni. E a ben vedere può essere considerata una delle cause dello scollamento tra politica e cittadini. Se la politica, soprattutto a sinistra, non si occupa di lavoro e sviluppo queste sono le conseguenze. Ma non facciamo sconti a nessuno e non li stiamo facendo nemmeno a questo governo».
Al punto che Landini ha lanciato l'idea di uno sciopero generale di Cgil, Cisl e Uil in autunno contro l'attuale esecutivo: «Quando è nato questo governo - ricorda il segretario generale della Cgil - abbiamo unitariamente avanzato le nostre proposte.
Era ottobre. Da allora ad oggi non sono state minimamente prese in considerazione. Non solo. La manovra è stata presentata all'ultimo momento senza possibilità di discuterla in Parlamento. Ora l'Europa ci chiede il conto e temo che in autunno dovranno pagarlo i lavoratori». Per questo annunciate lo sciopero? «Per questo abbiamo detto che non escludiamo nessuna forma di protesta, compreso lo sciopero generale. Lo decideremo tutti insieme».
Nell'intervista Landini è tornato sull'idea di unità sindacale: «Come nel 1944, quando l'urgenza della situazione convinse le diverse anime del sindacalismo ad unirsi nel Patto di Roma per mettere al centro il lavoro, così oggi è possibile per Cgil, Cisl e Uil realizzare un sindacato unitario e plurale al suo interno». Il tema era rieccheggiato sabato pomeriggio in piazza Maggiore nell'intervento di Abubakhar Somahoro, sindacalista dell'Usb e leader dei braccianti immigrati: «L'unità sindacale si costruisce su obiettivi precisi, scegliendo di stare dalla parte degli sfruttati». Landini ha anche voluto rispondere alpatto proposto ieri dal presidente di Confindustria intervistato da Repubblica: «Boccia ci propone un patto di fabbrica tra imprese e sindacati. Sono d'accordo a condizione che le aziende firmino i contratti da troppo tempo in scadenza e si oppongano al progetto di questo governo di abolire le norme del codice degli appalti che riducono subappalto e sfruttamento nei cantieri».

Il leader Una vita nel sindacato

Il leader Maurizio Landini, 57 anni, dal 2010 al 2017 segretario dei metalmeccanici poi nella segreteria nazionale Cgil e dal gennaio scorso segretario generale dopo Susanna Camusso