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15/06/2021

«È la burocrazia che ci distrugge»

La Prealpina

« R i q u a l i f i c a re tutta l ' area delle ex Officine FS e l ' ex Deposito dell ' A e ro n a u t i c a s a re b b e un sogno» «Su Malpensa mi auguro che almeno i collegamenti siano potenziati, come chiediamo da anni» CASSANI «Noi amministratori ignorati»
PAGINA «Riqualificare tutta l ' area delle ex Officine FS e l ' ex Deposito dell ' Aeronautica sarebbe un sogno. Un ' opportunità di rigenerazione, espansione e crescita della città che coinvolgerebbe altri partner pubblici e anche soggetti privati, ma che senza l ' abbrivio di investimenti come quelli del Recovery Plan, difficilmente potrebbe partire. Bonificare quelle aree, creando anche una viabilità alternativa a viale Milano, riguarderebbe diversi aspetti del Pnrr come la mobilità, le infrastrutture, la transizione ecologica: sarebbe qualcosa che aiuterebbe a migliorare la competitività delle imprese e creerebbe occupazione». Allargando lo sguardo all ' area, quale investimento inserirebbe nel Pnrr? «Chiederei interventi legati alle interconnessioni della rete stradale con la SS 336, con la Pedemontana e da un punto di vista ferroviario un potenziamento della rete Gallarate-Milano». Come amministratore, quale dovrebbe essere secondo lei l ' approccio nei confronti Pnrr? Qual è per voi l ' interlocutore giusto: il governo, la Provincia, la Regione? «Noi amministratori siamo stati completamenti ignorati da un punto di vista istituzionale sulle necessità e sulle possibili ricadute delle opere connesse al Pnrr. Forse il governo Conte ha tergiversato troppo sul tema e il governo Draghi ha dovuto far velocemente e quindi da sé. Ovviamente mi piacerebbe che l ' interlocutore dei Comuni fosse la Provincia, benché ormai messa in ginocchio da un punto di vista di competenze e di risorse, tuttavia mi accontenterei anche del fatto che questo ruolo fosse svolto da Regione Lombardia». Uno dei rischi di fronte al Pnrr è che alcune zone, meno policentriche della nostra Provincia, sappiano fare sistema meglio di noi, magari per una maggiore omogeneità nel colore politico delle amministrazioni. Lei è fiducioso che l ' area prealpina sappia evitare questo rischio? State dialogando tra amministratori su questi temi? Perché sembra così difficile nella nostra Provincia fare sistema? «Il mio grosso timore è che non vi saranno finanziamenti ad hoc su questo o quel progetto ma che alla fine verranno finanziati progetti già esistenti che non sono stati finanziati da altre misure. I tempi sono brevissimi e la burocrazia in questo Paese ci distrugge, a mio avviso non saremo in grado di preparare nuove progettualità, avere le autorizzazioni e portare a termine le opere. Io sono sincero, ho dialogato di ciò con qualche parlamentare e senatore, ma tra amministratori locali nessuno ha idea di come si potrà fare per intercettare fondi o presentare delle nuove progettualità. C ' è chi ne fa degli spot elettorali, come il Comune di Varese, ma lì finiscono». Non teme che Gallarate possa essere schiacciata tra le richieste di Varese e di Busto Arsizio, che oggi esprime anche il presidente della Provincia? «Diciamo che nel nostro " piccolo " nel bando di Regione Lombardia che ha finanziato progettualità per la rigenerazione sostenibile per le città capoluogo e per i Comuni sopra ai 50.000 abitanti, abbiamo ottenuto il finanziamento arrivando sia davanti a Busto Arsizio che davanti a Varese (che si è classificata ultima e non ha ottenuto il finanziamento). Quindi se si hanno buone idee la dimensione non conta e da questo punto di vista sono sincero, in tre anni abbiamo portato a casa oltre 22 milioni di euro partecipando a bandi, le buone idee e le capacità di intercettare fondi importanti le abbiamo». Malpensa dimenticata dal Pnrr. Come reagisce? «D ' acchito rispondo " male " . A mio avviso gli aspetti della transizione ecologica, delle infrastrutture, della competitività e del lavoro sono perfettamente presenti nelle logiche di sviluppare il nostro scalo aeroportuale. Tuttavia, la scelta è stata un ' altra e mi auguro che almeno le infrastrutture di collegamento a Malpensa vengano potenziate come il territorio richiede ormai da troppi anni. Malpensa è fondamentale per il nostro territorio da un punto di vista occupazionale ed economico, ogni euro investito nel nostro scalo aeroportuale ne porta molti altri sul territorio». Quale sarà il problema più difficile da risolvere per attuare il Pnrr e investire i soldi europei? «Il problema in Italia è la burocrazia. L ' Italia non è capace di spendere i fondi europei: a oggi siamo riusciti a spendere solo il 36% delle risorse stanziate, che è una assurdità oltre che essere un motivo per cui vergognarsi. Ciò che si fa nel privato in qualche mese nella pubblica amministrazione si fa in uno o due anni. Non è colpa dei dirigenti o dei dipendenti ma del fatto che le normative assurde per gli appalti partono dal presupposto che in Italia ci sono solo disonesti e quindi per spendere 1.000 euro di soldi pubblici devi mettere in conto di spenderne altri 100 tra costi diretti e indiretti della burocrazia oltre ai tempi biblici delle procedure, dei tempi per gli appalti, delle complicazioni, dei controlli preventivi, dei ricorsi... I dipendenti giustamente hanno il terrore dell ' Anac, della Corte dei Conti e della Magistratura. Tutte queste convinzioni mi portano ad essere realista e, ahimè, poco fiducioso. Non mi aspetto molti bandi a cui poter partecipare proponendo idee, si finanzieranno progetti già pronti, magari rimasti esclusi da finanziamenti di altri bandi. Il mio augurio è che si possa pensare a misure " trasversali " , per tutti i territori finalizzate a incrementare le infrastrutture stradali, l ' edilizia scolastica o bonifiche di aree pubbliche che diversamente (come nel caso dell ' area gallaratese accanto alla ferrovia) non partiranno mai perché i costi di bonifica e rigenerazione dell ' area sono decisamente superiori rispetto al vantaggio economico di qualsivoglia possibile progettualità. Pensiamo a quante aree e immobili pubblici abbandonati, fatiscenti e in disuso di proprietà pubblica vi sono nella nostra provincia. Oltre alle aree già citate di Gallarate, penso anche alla ex cartiera Mayer di Cairate di cui indirettamente abbiamo delle quote noi gallaratesi: negli ultimi 15 anni nessuno ha mai proposto progettualità serie perché costerebbe troppo bonificare le aree prima di riportare imprese e vita su quell ' area; perché non destiniamo parte delle risorse della transizione ecologica alla bonifica di quelle aree? Sono idee ottime che il senatore Stefano Candiani sta portando avanti, da amministratore appoggerei volentieri queste ipotesi». Lei è un sindaco della Lega, il partito del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Questo legame può aiutare? Avete condiviso alcune idee su come far arrivare sul territorio gli investimenti giusti? «Io credo che Giorgetti sia il miglior ministro del governo. Ha le capacità tecniche, ha una grande esperienza, gode di stima e rispetto a livello europeo (e non solo), ha una lungimirante visione politica ma soprattutto ha un grande legame con il territorio. Questo è un vantaggio non solo per chi è del suo partito ma per tutta la nostra provincia e regione. Quindi, in virtù della stima incondizionata che ho per lui, sono certo che saprà fare in modo che queste risorse vengano destinate in modo equo ma soprattutto che siano finalizzate a opere di interesse pubblico realizzabili nei tempi richiesti dall ' Europa. Non ho ancora avuto modo di interloquire con lui di questo tema ma è evidente che appena ve ne sarà occasione mi confronterò sicuramente con lui». La Lega di Matteo Salvini è partita da posizioni molto dure nei confronti dell ' Europa. Però forse è in corso un ripensamento di linea, anche per il fatto che stavolta l ' Ue ha messo sul piatto ben 210 miliardi di euro per l ' Italia. Qual è il suo atteggiamento nei confronti dell ' Europa? «Alla Lega va riconosciuto il merito di essere il partito che intercetta prima degli altri i problemi e i disagi e cerca di trovare delle soluzioni per risolverli: questo è il motivo per cui a oltre 37 anni dalla costituzione della Lega Autonomista Lombarda (avvenuta proprio a Varese) siamo il primo partito di Italia. La Lega non ha mutato i propri ideali, è sempre stata dalla parte dei cittadini, degli artigiani e delle imprese e per l ' autodeterminazione dei Popoli. Il nostro elettorato è sempre quello, solo che ora ci votano in tutto il Paese. Non sono cambiate le idee ma il Movimento ha sicuramente, come dice lei, ripensato alla linea per perseguirle. Dal 12 aprile 1984 ad oggi le cose nel nostro Paese sono completamente differenti: a livello economico, occupazionale, monetario, sociale e politico. Il mondo evolve e quindi evolvono anche le strade per raggiungere gli obiettivi. È vero che la Lega ha avuto posizioni più critiche delle attuali, però l ' Europa dei burocrati non è mai piaciuta e mai piacerà. Un ' Ue che pretende di indirizzare le politiche di uno Stato non piace e non piacerà, però dato che in Europa ci siamo, bisogna provare a cambiarla in meglio. Ed è questo quello che stanno cercando di fare la Lega e Salvini, un po ' come la svolta nazionalista. Tornando alla domanda, cui non voglio sottrarmi, sulla mia posizione relativamente all ' Europa posso affermare di non essere un europeista convinto, anzi sono decisamente scettico e non saranno gli stanziamenti del Recovery a farmi cambiare idea. Ricordiamoci che se anche fossimo in grado di spendere tutti i fondi che ci concede l ' Europa, sarebbero comunque inferiori a quello che noi " paghiamo " per stare in Europa. Questo dovrebbe farci riflettere». Daniele Bellasio © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: «Giorgetti è il miglior ministro. Questo è un vantaggio per tutta la nostra Provincia»


Foto: Andrea Cassani è sindaco di Gallarate dal 2016. Ha 38 anni, è sposato e ha tre figli. Sul suo profilo su Twitter si definisce " leghista reo confesso "