scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
05/08/2021

E due. Per la seconda volta in sei anni il complet…

Il Tirreno - francesca ferri

E due. Per la seconda volta in sei anni il completamento della E78 "Due Mari" resta appeso alle valutazioni di un ministero. E per la seconda volta la questione riguarda le terre di scavo da rimuovere per far spazio al raddoppio delle corsie. Il nuovo rallentamento dei lavori sul tratto grossetano della strada che dovrà collegare il Tirreno con l'Adriatico, attesa da decenni, lo ha raccontato ieri Il Tirreno. Un ennesimo ingorgo sulla via del completamento, con un precedente gemello. Nel 2016 i lavori subirono uno stop dopo che, all'uscita dalla nuova galleria di Pari, al confine con la provincia di Siena, in direzione città del palio, fu trovato antimonio, un metallo pericoloso per la salute. Intervenne il ministero dell'Ambiente e la terra, inizialmente destinata al riuso, dovette essere smaltita in discarica, con relativo lievitare di costi e spreco di tempo. Stavolta il copione si sposta nel quarto lotto, l'ultimo - con l'ammodernamento della galleria di Pari - che manca per finire il raddoppio. A poco meno di un anno dall'inizio dei lavori, tutto è fermo, in attesa che il ministero - stavolta quello per la Transizione ecologica - valuti il nuovo Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, che è stato necessario modificare in corsa. Non è chiaro perché si sia dovuto modificare il Piano. Anas, contattata dal Tirreno, dovrebbe fornire oggi una spiegazione (che dovrebbe avere da mesi).Intanto tutto fermo per il piccolo ma spinoso quarto lotto tra lo svincolo di Civitella Marittima e Lampugnano, sempre in provincia di Grosseto. Sono solo 2,8 chilometri ma vi si dovranno costruire otto viadotti (cinque da realizzare e tre esistenti da ammodernare) e due gallerie (una da scavare e una da adeguare). In tutto, 106 milioni di euro. Ironia della sorte, i soldi per qusti lavoro ci sono. Era il 2015 quando il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) approvò il nuovo contratto di programma, l'atto che regola i rapporti tra ministero dei Trasporti e Anas, riguardo agli investimenti per realizzare nuove opere. In totale 237 milioni per 254 interventi, tra i quali il primo, il quarto e il nono lotto della E78. Ci sono voluti due anni per bandire la gara e uno per aggiudicarla. E qui la corsa ha subito il primo stop. L'aggiudicazione provvisoria a Carena spa è stata impugnata nel 2018 dalla seconda classificata, Itinera spa. Il ricorso è stato bocciato dal Tar, accolto dal Consiglio di Stato e arrivato fino in Cassazione, per un presunto vizio di forma sul Codice degli appalti. La Cassazione si è pronunciata nell'aprile 2020, dichiarando inammissibili o infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Consiglio di Stato. Sennonché - colpo di scena - nel frattempo Carena spa è fallita.E così il 1° giugno 2020 l'Ati Itinera-Monaco (un'associazione temporanea di imprese) si è aggiudicata definitivamente i lavori. Firmato il contratto, a settembre 2020 sono iniziati i primi interventi: taglio degli alberi, rimozione di cavi, tubi del gas e linee elettriche e fogne (la cosiddetta "rimozione interferenze"). Poi, di nuovo tutto fermo, col nuovo Piano di riuso delle terre e rocce di scavo al vaglio del ministero. Non è tuttavia preoccupato l'assessore regionale alle Infrastrutture Stefano Baccelli. «Prima della nomina del commissario - spiega - ho avuto un incontro con Anas per una verifica complessiva e un aggiornamento, con anche delle slide, dei lavori dell'intera tratta toscana. Il quadro complessivo era di sostanziale operosità da parte di Anas. Che mi garantisce che questo piano è migliorativo rispetto al precedente. Attendono una risposta dal ministero a settembre». All'assessore è arrivata pure un'altra buona notizia. «Anas mi ha confermato che a giorni ci sarà la pubblicazione del bando sulla galleria di Casal di Pari e sul lotto 9», annuncia Baccelli. Si tratta dell'ammodernamento della vecchia galleria di Pari chiusa dall'agosto del 2015 quando dal soffitto cadde del calcestruzzo. Il rifacimento, in progettazione, costerà 33 milioni. L'altro lavoro, il lotto nove, è il raddoppio delle corsie in un tratto di 11,8 chilometri nel Senese, nei comuni di Sovicille, Murlo e Monticiano: imposto dei lavori, in base al progetto esecutivo, 180 milioni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA