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20/04/2021

È boom di opere grazie ai fondi Covid Caccia alle aziende

Eco di Bergamo - Giovanni Ghisalberti

Comuni Enti pubblici con le risorse statali e regionali ma le imprese preferiscono il privato, più redditizio Mercato in crescita anche grazie alle agevolazioni fiscali
Il caso più eclatante nella nostra provincia sembra essere quello accaduto al Comune di Casazza: una gara d'appalto da quasi un milione di euro per la riqualificazione della nuova scuola primaria. Lavori importanti, ma nessuna impresa si è presentata. La stazione appaltante era quella della Provincia, a cui il Comune di Casazza si era affidato.

Appalti pubblici a vuoto, nonostante le risorse ci siano, in particolare quelle erogate alle amministrazioni comunali in questo anno, come fondi regionali o statali per la ripresa dell'economica dopo oltre 12 mesi di stop. Ma fondi che spesso devono essere utilizzati in tempi stretti.

Eppure pare si faccia fatica a trovare le imprese, in questo periodo molte cariche di lavoro. Ma oberate soprattutto di lavoro che arriva dal settore privato, rimasto in parte fermo e ora in ripartenza.

Mercato privato in ripresa

L'Ecobonus del 110% e il bonus al 50% per le ristrutturazioni edilizie (con recupero in dieci anni o subito tramite cessione del credito alle banche) hanno ulteriormente dato una spinta all'edilizia privata. Sicuramente meno rallentata dalla burocrazia rispetto a quella pubblica. «Si tratta di una situazione comunque congiunturale e non strutturale - spiega il delegato dell'Anci Lucio De Luca, sindaco di Azzano San Paolo - legata al particolare momento che stiamo attraversando. Le imprese preferiscono rivolgersi al mercato privato, in forte ripresa, sicuramente più redditizio che affrontare la burocrazia di un appalto pubblico, dove, peraltro, per aggiudicarsi i lavori si arriva anche a un ribasso a base d'asta del 40%».

A quanto pare un super lavoro soprattutto per le piccole imprese artigiane con la difficoltà anche di trovare manovalanza.

«Alcune imprese hanno difficoltà magari a trovare personale - continua De Luca - e quindi, per grandi lavori, rischiano poi di non avere operai a sufficienza. E nei lavori pubblici i ritardi sono soggetti a penali. A questo punto meglio ancora andare sulle richieste del privato, più redditizie e meno rischiose».

Le risorse agli enti pubblici sono comunque arrivate, grazie allo Stato e alla Regione. «Da un anno gli enti superiori erogano fondi ai Comuni - continua il rappresentante dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani - ma in alcuni casi c'è la difficoltà di capire per quali opere possono essere utilizzati. Lo scorso anno le risorse regionali erano destinate a piccole opere, dalle asfaltature alla messa in sicurezza del territorio, con termine a dicembre. Oggi invece sembra essere più difficile capire i confini del loro utilizzo e quindi è anche più complicato fare l'appalto».

«Appalti, troppa burocrazia»

Pone l'accento sulla burocrazia legata agli appalti pubblici il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli: «Giusto voler far ripartire l'economia - dice - quindi imponendo anche tempi stretti, ma a questo punto servirebbe snellire il contratto degli appalti. Cosa da cui si parla da tempo ma che purtroppo non viene concretizzata. Quando arriveranno i fondi del Recovery fund cosa facciamo? Dobbiamo essere pronti, altrimenti rischiamo di perdere tempo».

E ricorda anche le difficoltà di questo momento in Provincia. «Il personale dell'ufficio Viabilità, per esempio - dice il presidente - è all'osso e con il Piano Marshall c'è un superlavoro, ma i tempi di realizzazione devono essere brevi. A volte dico loro che se non ce la facciamo è meglio affidare all'esterno l'incarico».

«Insomma, se da un lato è bene far ripartire l'economia - continua - dall'altro anche le imprese sono in difficoltà a partecipare agli appalti pubblici che richiedono più tempo e più burocrazia rispetto al lavoro richiesto da un soggetto privato».

«Imprese sommerse di lavoro»

La conferma sulla situazione del mercato arriva anche dal delegato ai Lavori pubblici della Provincia e sindaco di Costa Volpino Mauro Bonomelli: «Negli ultimi due anni i trasferimenti statali ai Comuni sono aumentati e quindi la disponibilità a realizzare opere - dice - e sento che le imprese sono sommerse di lavoro e richieste dalle amministrazioni pubbliche. C'è sicuramente fermento e un sovvraccarico di lavoro dovuto alla particolare situazione che stiamo attraversando».