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29/01/2021

E Arcuri rinvia il bando sui padiglioni

Libero - ALESSANDRO GONZATO

Una spesa di oltre mezzo miliardo. Salvini: soldi buttati
Slitta la realizzazione delle "primule". Il commissario prova a giustificarsi: tanto le fiale non arrivano...
■ Ancora un ritardo. Un'altra scusa. L'ennesimo disastro. Domenico Arcuri è una garanzia, forse l'unica certezza di questi tempi incerti. Il commissario all'emergenza da lui stesso aggravata ha rinviato di una settimana la chiusura del bando per la realizzazione delle "primule", i padiglioni destinati (chissà quando) alla vaccinazione di massa: la data è slittata 27 gennaio al 3 febbraio. È vero, non è nulla se si considera che i banchi a rotelle attesi a fine estate sono arrivati in pieno inverno a scuole già richiuse, e infatti ma solo per iniziare - a gridare vendetta sono le motivazioni addotte. Eccole: «A causa dei ritardi reiteratamente comunicati dalle aziende produttrici dei vaccini destinati al nostro Paese, nonché da ultimo, dei candidati vaccini, la tempistica per la campagna vaccinale ha, suo malgrado, accusato dei rallentamenti. Di conseguenza», prosegue la nota, «è stata fissata al 3 febbraio 2021 la nuova data per la presentazione delle offerte per partecipare al bando di gara per la realizzazione delle "Primule"». Arcuri ammette che non arrivano più vaccini, la colpa ovviamente non è sua ma delle case farmaceutiche peccato che quasi tutti gli altri Paesi Ue stiano procedendo a velocità doppia con le iniezioni nonostante la contrazione delle spedizioni - e dunque le primule presentate in pompa magna a metà dicembre senza che vi fosse nulla più di un disegno su un foglio di carta possono aspettare. Come dicevamo però, purtroppo c'è altro. Un mese e mezzo fa Arcuri aveva annunciato che le primule, da far fiorire con urgenza, sarebbero state 1.500. Dal bando però, come ha evidenziato in un'interrogazione parlamentare il deputato leghista Daniele Belotti, emerge che le primule urgenti sarebbero solo 21 e che comunque il numero totale non sarà superiore a 1.200. Solo le prime 21 costeranno circa 8 milioni 500 mila euro, il che significa che l'esborso finale sarà superiore a mezzo miliardo. Ha gioco facile Matteo Salvini nello scagliarsi contro «l'ennesima follia del governo». «Bandi costosi per realizzare padiglioni temporanei», ha tuonato, «anche se in alcune province erano già disponibili teatri e palasport. Alcuni amministratori, come il sindaco di Monfalcone, avevano segnalato al governo la propria disponibilità, ma non hanno ottenuto risposte». Nemmeno gli organizzatori di fiere ed eventi sono stati presi in considerazione nonostante la filiera sia ferma da marzo: chiedere a loro di allestire i tendoni da tempo impolverati nei depositi sarebbe stato molto più economico e pratico, sarebbe costato un terzo, secondo i calcoli degli addetti ai lavori, e invece niente. Perché comprarne di nuovi anziché affittarli? La Corte dei Conti sta già indagando sull'acquisto delle siringhe: gli uffici di Arcuri, stando all'accusa, le avrebbero pagate fino a 6 volte di più. Ma torniamo alle primule, che oltre a costare un occhio della testa sono anche poco funzionali. «Una struttura circolare è difficilmente impiegale una seconda volta almeno che non si voglia fare un circo», ha detto a Linkiesta Angela Orecchio, presidente della Filiera Eventi Unita. I clown, a Roma, di certo non mancano. © RIPRODUZIONE RISERVATA I TEMPI «La tempistica rallenta a causa dei ritardi comunicati dalle aziende farmaceutiche» Domenico Arcuri I COSTI «Bandi costosi per padiglioni temporanei: ennesima follia» Matteo Salvini