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07/03/2020

DURC FISCALE E RITENUTE NEGLI APPALTI

Nuova Finestra

ANGOLO LEGALE
Nuovi adempimenti, regole complesse, mancanza di chiarezza, tanta burocrazia, come si devono muovere le imprese alla luce delle nuove norme sugli appalti? Attenzione L E NUOVE NORME SUGLI APPALTI IMPEGNERANNO PARECCHIO LE IMPRESE CON L'INTRODUZIONE DI NUOVI REGIMI DI RESPONSABILITÀ
Avv. Annalisa Callarelli Dal 1 gennaio 2020 sono entrate in vigore delle nuove norme sugli appalti, introdotte dal Decreto fiscale 2020 (legge n. 157/2019 di conversione del decreto legge n. 124/2019. Si tratta di un complesso groviglio di regole che impegnerà non poco le imprese coinvolte e che, di fatto, introduce un nuovo regime di responsabilità, non solidale (come avviene, ad esempio, per gli aspetti retributivi e contributivi) ma comunque "intrecciata" tra committenti - pubblici o privati - e appaltatori in materia di versamento delle ritenute fiscali. Vediamone insieme gli aspetti salienti. IL NUOVO IMPIANTO DI REGOLE Essenzialmente il nuovo impianto prevede che il committente che affidi il compimento di un'opera o un servizio a un'impresa, tramite un contratto di appalto o subappalto o altro simile rapporto contrattuale, deve richiedere ogni mese all'impresa appaltatrice/subappaltatrice copia delle deleghe di pagamento F24 relative al versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori dipendenti impiegati nel predetto Le nuove regole non intaccano minimamente il regime della responsabilità solidale tra committenti, appaltatori e subappaltatori in materia retributiva, contributiva e previdenziale, già prevista dalla legge e che resta invariata. appalto/subappalto, al fine di verificare l'ammontare totale degli importi versati. In caso di mancata trasmissione oppure se i versamenti risultano omessi o insufficienti, il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi in favore dell'impresa appaltatrice/subappaltatrice. LE IMPRESE COINVOLTE Non tutti gli appalti sono però toccati dalle nuove disposizioni. Il legislatore ha infatti precisato che questo rigoroso regime ricorrerà solo in presenza di tutti i seguenti requisiti: • Committente residente in Italia ai fini delle imposte sui redditi; • Affidamento di opere o servizi per un importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro . Laddove l'azienda appaltatrice abbia in atto più contratti di appalto/subappalto, per la verifica del superamento dei 200.000 euro vanno sommati tutti i valori dei contratti riguardanti l'anno in questione; • Prevalente utilizzo di manodopera; • Attività svolta presso il committente; • Utilizzo, anche parziale, da parte dell'impresa appaltatrice di beni strumentali di proprietà del committente o comunque a quest'ultimo riconducibili. Il primo pensiero degli operatori è quindi andato ai casi in cui un'azienda (ma può trattarsi anche di un privato) affida a terzi alcuni servizi, come ad esempio le pulizie, il portierato, i servizi di facchinaggio e la logistica, ma anche le manutenzioni periodiche o fasi di lavorazioni interne svolte da personale di società esterne. Occorrerà comunque valutare caso per caso e, ove possibile, con l'affiancamento di un professionista se si ricada o meno nella predetta normativa. E sarà necessario farlo con attenzione, viste le conseguenze molto dannose per i committenti e per le imprese in caso di sua violazione. GLI ADEMPIMENTI PER L'IMPRESA APPALTATRICE O AFFIDATARIA L'impresa appaltatrice o affidataria, così come le imprese subappaltatrici, sono tenute a trasmettere al committente (per i subappaltatori, anche all'impresa appaltatrice) entro 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute: - Le deleghe di pagamento F24 distinte per ciascun committente (tenendo conto, ad esempio, delle ore di lavoro impiegate per quell'appalto nel mese di riferimento); - Un elenco nominativo di tutti i lavoratori impiegati nel mese precedente nell'appalto, con il dettaglio delle ore impiegate; - L'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione; - Il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti del lavoratore. L E IMPRESE POSSONO FARSI RILASCIARE DALL'AGENZIA DELLE ENTRATE UNA CERTIFICAZIONE DI REGOLARITÀ FISCALE GLI ADEMPIMENTI DEL COMMITTENTE Dal canto suo, sarà onere del committente verificare la regolarità e completezza di tutto quanto trasmessogli e, come anticipato, in caso di accertata irregolarità od omissione ha l'obbligo (e quindi non solo la facoltà) di: - Sospendere i pagamenti in favore dell'impresa appaltatrice fino alla concorrenza del 20% del valore complessivo dell'appalto, ovviamente nei limiti di quanto non versato; - Darne comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro i successivi 90 giorni. Se non lo fa, lo stesso committente sarà tenuto a pagare all'Agenzia delle Entrate un importo pari alla sanzione che sarà irrogata all'impresa inadempiente e senza possibilità di compensazione. IL "DURC FISCALE" Il moltiplicarsi di adempimenti per imprese e committenti, abbinati a una scarsa chiarezza rispetto agli effettivi confini e modalità di applicazione di queste nuove regole, rischiano di ingolfare ancora di più l'attività degli imprenditori, già non poco "burocraticizzata", costringendoli a produrre e trasmettere ogni mese ulteriori carteggi e prospetti. Uno spiraglio sembrerebbe tuttavia arrivare dalla stessa riforma: gli obblighi introdotti non si applicano se le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici riescono a farsi rilasciare dall'Agenzia delle Entrate una certificazione di regolarità fiscale. E, con estrema probabilità, tutte le imprese finiranno per andare in questa direzione, un po' come ormai avviene per il DURC per attestare le regolarità nel versamento dei contributi. Per ottenere questa sorta di "DURC fiscale" le imprese devono però essere in possesso di una serie di requisiti, piuttosto stringenti: - essere in attività da almeno 3 anni - essere in regola con le dichiarazioni - aver eseguito nel corso dell'ultimo triennio versamenti complessivi per un importo non inferiore al 10% dell'ammontare dei ricavi - Non avere iscrizioni a ruolo o accertamenti o avvisi di addebito affidate alla riscossione relativi alle imposte sui redditi, all'irap, alle ritenute e ai contributi per importi superiori a 50 mila euro per i quali siano scaduti i termini di pagamento (o gli eventuali piani di rateizzazione). Una volta ottenuta, questa certificazione avrà validità quattro mesi e andrà periodicamente trasmessa al committente.

L'AUTORE

Avv. Annalisa Callarelli

Avvocato specializzato nel settore della contrattualistica d'impresa, nazionale e internazionale, con particolare riguardo a contratti di vendita/ fornitura con o senza posa in opera, appalto e subappalto, distribuzione, agenzia e procacciamento d'affari, contratti con i consumatori. In tale contesto assiste committenti, fornitori e appaltatori sia in sede di redazione e negoziazione dei contratti sia durante l'esecuzione della commessa, gestendo anche eventuali reclami o contestazioni. Ha inoltre una significativa esperienza in sede di contenzioso, ove offre assistenza in eventuali controversie giudiziali oltre che per il recupero del credito. È titolare dello studio legale SCLA con sede a Bologna. a.callarelli@scla.it