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04/08/2018

Duomo, ufficiale l’accordo sul progetto Comune in pole, Mibac e Diocesi in campo

QN - Il Resto del Carlino

RESTAURO L'amministrazione gestirà il maxi appalto. «Decisiva la volontà di restituire alla città la sua più cara bellezza»
Stefano Lolli ACCORDO fatto per la gestione del complesso restauro del Duomo; come anticipato nei giorni dal Resto del Carlino, sarà il Comune a fungere da stazione appaltante, surrogando la Diocesi e facendosi, di fatto, garante con il Segretariato regionale del Ministero dei Beni Culturali. Tutti gli enti, compresa la Soprintendenza, saranno coinvolti; la tempistica è stringente, perché entro dicembre andranno presentati documenti e definiti ruoli professionali. Sia per conto del Comune - dove nei giorni scorsi, su questa pesante incombenza, si era innescata qualche fibrillazione tra i tecnici -, sia della Soprintendenza che dovrebbe assumere il ruolo di 'responsabile unico di procedimento'. «Tutte le parti coinvolte contribuiranno al miglior esito del progetto», commenta il segretario regionale del Mibac Sabina Magrini. Don Stefano Zanella, direttore dell'Ufficio tecnico amministrativo dell'Arcidiocesi, sottolinea «la speranza concreta, dopo due anni, di rivedere la Cattedrale restaurata nella sua originaria bellezza». Infine il sindaco Tiziano Tagliani evidenzia l'onerosità dell'intervento: «Sui nostri uffici gravano già svariati interventi di restauro che interessano beni monumentali di proprietà di altri enti». Un volume di investimenti, in cui rientra ora anche quello del Duomo (7 milioni e 700mila euro finanziati dal Mibac), che supera i 100 milioni di euro: nel pacchetto figurano già le chiese di San Carlo, di San Paolo, di Sant'Antonio in Polesine, del Corpus Domini, della Madonnina e di Santa Maria della Consolazione. QUALCUNO perciò, negli uffici municipali, ha rischiato l'esorcismo, all'idea di aggiungere anche la responsabilità del cantiere del Duomo; alla fine però si è gettato il cuore oltre l'ostacolo. «Il desiderio di restituire alla città una delle sue più care bellezze - conclude Tagliani -, ci ha fatto decidere di assumere il ruolo di stazione appaltante, per dare finalmente il via al progetto». Entro dicembre, come detto, andranno messi a punto tutti i documenti necessari per allineare competenze e progetti. A quel punto si potrà anche decidere quale sarà la rotta dei cantieri. Tra le ipotesi, c'è la possibilità che la prima parte dell'intervento riguardi il campanile (per il quale c'è già un progetto strutturato), in attesa che vengano definiti e approvati anche gli esecutivi per il recupero della facciata e dell'interno della cattedrale. Opera complessa e di lunga lena: si pensa almeno a quattro-cinque anni, salvo complicazioni. Ma intanto il primo scoglio, quello della burocrazia, è stato finalmente aggirato. Tornando ai ruoli, il segretariato regionale del Mibac, assegnatario delle risorse, conserverà il ruolo di controllo e monitoraggio amministrativo contabile.

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