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05/02/2020

Due soluzioni per il Caffè Nazionale Ma entrambe richiedono oltre 6 mesi

La Stampa - ALESSANDRO MANO

Uffici comunali al lavoro dopo la chiusura dello storico locale di piazza Chanoux a seguito della concessione scaduta Un normale appalto dopo i lavori di adeguamento o interventi a cura del nuovo gestore con compensazione sul canone IL CASO
AOSTA Le strade per riaprire il Caffè Nazionale, il locale storico sotto i portici del municipio, in piazza Emile Chanoux, sono due. Entrambe richiederanno tempi lunghi, di oltre sei mesi. Anche se il Comune promette, per bocca del sindaco Fulvio Centoz, che «l'obiettivo è di riaprire in pochi mesi per ridare alla piazza ed alla città un nuovo Nazionale, riqualificato e magari aggiornato con le nuove tendenze». La prima, la strada più lunga, prevede un bando per una concessione «normale», con il Comune ad accollarsi i costi per l'adeguamento dell'impianto elettrico del piano superiore, non più a norma, e il restauro della sala decagonale, l'ex «chapelle» del convento di San Francesco finora utilizzata come sala ristorante. Serve anche una ristrutturazione generale del pianterreno, sostituendo i serramenti esterni e recuperando il pavimento in legno del salone principale. In questo caso, il Comune dovrebbe stanziare le risorse, fare una gara d'appalto per i lavori e consegnare un locale «chiavi in mano» ai nuovi gestori. Per questo, l'ufficio Patrimonio è al lavoro per la seconda strada, una concessione di valorizzazione: il Comune farebbe fare i lavori al nuovo gestore, in accordo con la sovrintendenza ai Beni e alle Attività culturali perché l'immobile è monumento, compensando poi parte dei canoni di concessione previsti. La soluzione ridurrebbe i tempi: servirebbe pubblicare il bando, aggiudicarlo e fare i lavori, riducendo di molto i tempi burocratici tipici di un ente pubblico. «La seconda via sarebbe preferibile per non allungare troppo il periodo di chiusura» dice Cristina Galassi, da pochi giorni assessora comunale al Patrimonio. Per evitare la chiusura del locale, «avevamo proposto un'ulteriore proroga di circa quattro o sei mesi» spiega Galassi. Ma «l'attuale gestione ha deciso di cessare l'attività e non è stato possibile trovare un'altra soluzione». Il nuovo bando non è ancora pronto. L'assessora garantisce che «gli uffici sono al lavoro per la predisposizione del bando». Il sindaco annuncia «presto» la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse. Come si è arrivati alla chiusura? La proroga scaduta domenica era stata concessa ad agosto 2019, quando il Comune e la gestione di Laura Bertone erano arrivati a un accordo. Il Comune avrebbe voluto «tirare» fino a marzo o aprile per prendere tempo per sistemare il bando per la futura concessione, Bertone ha scelto di chiudere subito dopo la Fiera di Sant'Orso. Un'ulteriore richiesta di proroga di sei mesi è stata fatta poche settimane fa, ma erano già partite le lettere di licenziamento per il personale e le disdette dei contratti. Dopo la chiusura, la Lega parla di «ennesimo caso di mala amministrazione» della giunta Centoz e dell'ex assessore al Patrimonio, Carlo Marzi: «Dopo il teatro Giacosa e il Café du Théâtre, anche il Caffè Nazionale rimarrà a porte chiuse, contribuendo a desertificare i portici comunali e a impoverire le casse pubbliche».-

Foto: L'ingresso del Caffè Nazionale, in piazza Chanoux. Lo storico locale di proprietà del Comune ha chiuso i battenti domenica nonostante l'offerta di una proroga ai gestori del locale