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18/06/2020

Due semafori utili solo per accedere ai fondi

Corriere Adriatico

Bando Gal per 55mila euro, il Comune ha fatto di tutto per ottenerli
IL CASO
RAPAGNANO Non è volata una mosca quando sono arrivate le telecamere, sette, le prime installate in paese. Neppure quando la luce di alcuni lampioni è stata sostituita con quella a led. Né tantomeno quando le mura cittadine, quelle ancora in piedi, sono state ripulite dal cappotto di erbacce che le ricopriva. Il vespaio si è alzato qualche giorno fa, quanto in via Emiliani, a due passi dall'ingresso del teatro comunale, sono stati installati due semafori. Che ci fanno in una strada usata quasi solo dagli abitanti, si sono chiesti i rapagnanesi del centro storico? La domanda ci sta tutta.
Il bando
La trovata di regolare coi semafori un traffico che c'è e non c'è, a parecchi è sembrata quantomeno bizzarra. Che c'è dietro, dunque? C'è un bando del Gal Fermano per riqualificare i centri storici, a cui il Comune di Rapagnano ha partecipato tre anni fa. «Nei piccoli Comuni spiega il sindaco Remigio Ceroni , la possibilità di realizzare opere pubbliche è affidata all'intercettazione di bandi». Detto fatto, il Comune si è messo al lavoro. E siccome «se partecipiamo è per vincere», gli uffici non si sono risparmiati.
I requisiti
Dei sei requisiti richiesti per attingere ai fondi destinati ai soli edifici pubblici, Rapagnano ne possedeva quattro. È su quelli che ha puntato. Il Gal ha messo 55.458 euro, dei 79.226 richiesti. Il resto l'ha coperto il Comune. Ma per farci che? Ripulire e sistemare le mura, da anni in stato di abbandono, comprare e montare le prime sette telecamere che il paese circa duemila abitanti tra il centro e la parte bassa di Piane, abbia mai avuto, sostituire l'illuminazione di sette lampioni con le luci a led e, appunto, piazzare i due semafori in via Emiliani. Il perché di quest'ultimo intervento che ha stupito e contrariato qualche residente, lo spiega il sindaco. «Tra i requisiti per accedere al contributo fa sapere Ceroni c'era quello di migliorare l'accessibilità al centro storico. Siccome non abbiamo problemi di barriere architettoniche, il progettista ha pensato ai semafori, per aiutare la gente ad attraversare la strada». Si tratta, infatti, di semafori a chiamata. Nel senso che resteranno sempre lampeggianti. Il rosso scatterà solo quando qualcuno spingerà il pulsante per attraversare.
Utili in inverno
Saranno utili soprattutto d'inverno, quando ripartirà la stagione teatrale. Ma anche la domenica, visto che a ormai quattro anni dal terremoto le due chiese del paese sono ancora inagibili e la messa si celebra nel teatro. E pure dalle prossime settimane, quando tempo permettendo il parco giochi dall'altra parte della strada tornerà a essere frequentato. E, non meno importante, faranno da monito agli automobilisti a non spingere troppo sull'acceleratore, passando da quelle parti. Insomma, installati per non perdere i soldi del finanziamento, i due semafori saranno comunque utili. Il Comune, intanto, pensa all'estate. Ha pubblicato il bando per i centri estivi, che saranno organizzati dalle associazioni del paese e si terranno nelle scuole e negli impianti sportivi. Nessuna novità, invece, sul fronte ricostruzione. Le ferite del terremoto sono ancora tutte lì. Oltre alle due chiese, restano chiusi l'edificio del Comune, che è stato trasferito a Piane, e palazzo Picchi.
fr. pas.
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