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30/11/2019

Due offerte per la gestione del Caos In lizza anche una società emiliana

Corriere dell'Umbria

Dopo la prima gara andata deserta, il Comune tira un sospiro di sollievo. L'appalto durerà otto anni
di Maria Luce Schillaci TERNI • Sono in due a contendersi la gestione del polo museale ternano. Ieri mattina sono state aperte le buste arrivate negli uffici di palazzo Spada: si tratta di Alis l'Ati con Actl, Consorzio Camù Centri d'arte e musei e Bipede Booking and Production contro l'emiliana Le Macchine Celibi, in gara da sola. Può dunque tirare un respiro di sollievo l'assessore alla cultura nonché vice sindaco, Andrea Giuli, dopo che le due precedenti gare dei mesi scorsi erano andate totalmente deserte tanto da comportare una revisione del bando stesso. Nessun intoppo questa volta, con la procedura filata liscia e la documentazione a posto, senza alcun bisogno del cosiddetto 'soccorso istruttorio' visto che i requisiti delle due sfidanti sono stati ritenuti idonei. Locale e nota la prima cordata: Coop Alis e Aclt fanno parte dell'attuale gestione del Caos, oltre ad aver gestito la cascata delle Marmore fino allo scorso gennaio, a cui si aggiunge il Consorzio Camù, che gestisce i principali spazi dedicate all'arte contemporanea di Cagliari, oltre a organizzare mostre e progetti di ampio respiro. Bipede, infine, è la realtà ternana che gestisce gli eventi che si svolgono all'anfiteatro romano, oltre a collaborare attivamente per il Festival dei Due Mondi di Spoleto e ad aver organizzato alcune edizione della Notte Bianca ternana. Macchine Celibi invece è una realtà bolognese, attiva sul territorio da 29 anni, che opera in dieci regioni, ovvero Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Liguria, Umbria. Conta 250 soci dipendenti e si occupa di formazione, informazione turistica, teatri, centri giovanili, musei e centri culturali e biblioteche. A Terni gestisce attività laboratoriali in città da circa un anno. Adesso dunque si procede con il consueto iter per arrivare all'aggiudicazione definitiva: nomina della commissione esaminatrice, giudizio dell'offerta tecnica-economica e chiusura. L'obiettivo è di poter affidare la nuova gestione per il prossimo primo gennaio, quando scadrà la proroga richiesta dall'attuale gestione. Il bando prevede oltre 1.700.000 mila euro di base d'asta, al netto dell'Iva, per un appalto dalla durata di otto anni. Una scelta, a detta di Giuli, a vantaggio dell'affidatario dell'appalto in quanto "gli consentirà di spalmare il piano economico e quindi i costi più a lungo". Circa 220 mila euro all'anno il valore della concessione, oltre 260 mila, sempre annualmente, gli oneri complessivi per Comune. Il tutto per rendere più appetibile l'offerta. Rispetto al precedente bando andato a vuoto infatti sono state ridotte le giornate in cui il Comune si riserverà l'uso degli spazi, fino a 50 all'anno per il teatro Secci e fino a 10 all'anno per l'anfiteatro romano.

Foto: Teatro Secci L'ingresso dell'unico spazio che attualmente può ospitare spettacoli in città, a bando insieme alla gestione del museo del polo culturale ex opificio Siri