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28/08/2020

Due ministeri in lotta per ripulire Bagnoli L’ipotesi commissario

Corriere del Mezzogiorno

Il caso
Il Consiglio di Stato: sulla bonifica dei fondali subito un parere dell'Ambiente alle Infrastrutture
Manca un parere del ministero dell'Ambiente e per questo, da sei anni, è sospesa la firma del contratto con le imprese aggiudicatarie della bonifica dei fondali del mare di Bagnoli. Il Consiglio di Stato, però, ora dice basta e mette in mora il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che è la stazione appaltante attraverso il Provveditorato alle Opere Pubbliche. Entro trenta giorni - pena la nomina di un commissario ad acta - il ministero in questione dovrà sollecitare quello dell'Ambiente a pronunciarsi. Poi, si spera, si potrà finalmente, procedere alla stipula del contratto. La vicenda I giudici hanno accolto il ricorso dell'associazione temporanea d'imprese costituita da Dec, Savarese Costruzioni, Sled Costruzioni Generali, Iter Gestioni ed Appalti. Nel 2010 avevano partecipato al bando per la bonifica dei fondali di Bagnoli (importo complessivo 60 milioni di euro) - primo stralcio del progetto che prevede anche la rimozione della colmata - e si erano classificate seconde. Nel 2014, dopo un altro ricorso alla giustizia amministrativa nei confronti della prima in graduatoria, avevano ottenuto i lavori. Da allora e più volte hanno sollecitato il ministero delle Infrastrutture alla stipula del contratto. Invano. Alle diffide la stazione appaltante ha sempre risposto che manca l'imprescindibile parere del ministero dell'Ambiente. Questione di incartamenti non a posto, insomma, e che in sei anni non si è riusciti mai a completare, come non di rado capita nelle faccende che riguardano la burocrazia e che talvolta paiono evocare i romanzi kafkiani. In mancanza di quel parere, secondo la difesa del ministero delle Infrastrutture, che nel 2019 aveva t rova to n e l Ta r C a m p a n i a sponda a questa tesi - in primo grado era stato infatti respinto il ricorso di Dec e delle altre imprese ad essa associate - il procedimento non sarebbe ancora concluso. Ne sarebbe derivata l'impossibilità di firmare quel contratto senza il quale non potranno mai partire gli interventi di bonifica dei fondali di Bagnoli. Le «bacchettate» L'inerzia ministeriale, però, è ora stigmatizzata dai magistrati amministrativi di appello, secondo i quali il contratto avrebbe dovuto essere già siglato da molto tempo e senza indugio da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche. Scrivono i giudici del Consiglio di Stato nella sentenza: «Anche se per la conclusione del procedimento è indispensabile il previo parere del ministero dell'Ambiente, come più volte evidenziato dal ministero delle Infrastrutture, se lo stesso non si esprime non è ammissibile che l'obbligo di concludere il contratto per lavori aggiudicati sei anni fa rimanga ancora incompiuto». S e co n d o l e to g h e , i n f a t t i , a v re b b e d ov u to e s s e re u n onere a carico del ministero delle Infrastrutture quello di «sollecitare l'emissione del parere da parte del ministero dell'Ambiente e di ottenerlo al fine di assolvere con diligenza, correttezza e buona fede lo specifico obbligo di dare corso alla sottoscrizione del contratto di appalto». Nell'interesse delle imprese vincitrici della gara bandita nel lontano 2010, certamente, ma ancor più dei napoletani che aspettano ormai da troppo tempo di potersi tuffare in sicurezza e di nuotare nel mare del litorale occidentale della città. A Bagnoli e Coroglio - è opportuno ricordarlo - c'è il divieto di balneazione per i rischi determinati dalla presenza nella sabbia dei fondali di idrocarburi policiclici aromatici e di altre sostanze chimiche accumulatesi nei decenni di attività industriale dell'Italsider. Fabrizio Geremicca © RIPRODUZIONE RISERVATA

I fatti

● Dal 2014 l'Ati è in attesa di firmare l'appalto (vinto dopo un altro ricorso) per la rimozione della colmata davanti all'ex Italsider, opera da 60 milioni ● Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'associazione temporanea d'imprese costituita da Dec, Savarese Costruzioni, Sled Costruzioni Generali, Iter Gestioni ed Appalti

Foto: Il quadro Ecco come appare ancora oggi la colmata davanti all'ex sito della Italsider di Bagnoli Il luogo va ripulito e bonificato