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23/03/2021

Draghi: «Risposta parziale ma è solo il primo passo»

Il Sole 24 Ore - Barbara Fiammeri

LA CONFERENZA STAMPA
Il Cdm dopo le tensioni con la Lega. «I soldi l'8 aprile Farò il vaccino Astrazeneca»
roma

Questo è solo «il primo passo», una «risposta parziale» ma «significativa e molto consistente alle povertà, al bisogno che hanno le imprese e ai lavoratori». È il «massimo- garantisce Mario Draghi - che «potevamo fare all'interno di questo stanziamento». E non resterà la sola risposta - ha aggiunto - confermando che con il Def di aprile arriverà la richiesta di autorizzazione per un nuovo scostamento. Il premier non fa anticipazioni sulla cifra. Dipenderà dall'andamento della pandemia a cui è strettamente correlata ormai l'economia. Ma certamente «questo è un anno in cui non si chiedono soldi ma si danno soldi», ha detto confermando che la sua preoccupazione ora non è l'incremento del debito. «Non è questo il momento di pensare al patto di stabilità. E non credo che le regole resteranno le stesse perché tutti i paesi a partire dalla Germania stanno aumentando debito». Con il decreto approvato ieri arriveranno significative novità, assicura. A partire dai tempi di erogazione dei sostegni che partiranno «l'8 aprile per chi ha fatto domanda e se tutto va come previsto entro lo stesso mese di aprile entreranno nell'economia 11 miliardi». Così come certo al momento non è prioritario il Mes. Anche perché ancora non c'è un piano sulla sanità a cui quelle risorse andrebbero destinate. «Solo allora ci chiederemo se vale la pena».

Il Consiglio dei ministri è appena terminato quando il premier raggiunge i giornalisti per la sua prima conferenza stampa assieme ai ministri dell'Economia Daniele Franco e del Lavoro, Andrea Orlando. Dice di essere «soddisfatto» del confronto nella sua maggioranza. Lo scontro sulla rottamazione delle cartelle esattoriali, con la Lega sulle barricate e pronta anche a lasciare la riunione, alla fine si è risolto con un compromesso che adesso dovrà però passare per le forche caudine del Parlamento. Draghi ne è consapevole. «È chiaro che tutti i partiti entrati in questo governo lo hanno fatto portandosi un'eredità di convinzioni e annunci fatti nel passato, tutti hanno bandiere identitarie, quindi si tratta man mano di chiedersi quali sono quelle bandiere identitarie di buon senso e quelle a cui si può rinunciare senza fare danno né alla propria identità né all'Italia», chiosa il presidente del Consiglio che ricorda gli interventi sia sul fronte del lavoro che per la lotta alla povertà. Quanto alla rottamazione delle cartelle il premier non arretra di fronte alla parola «condono». «Sì lo è, ma per multe di 15 anni fa. L'accumulo di milioni e milioni di cartelle è la conferma che lo Stato non ha funzionato. Ed è su questo che siamo intervenuti, sulla riforma del meccanismo. Stiamo parlando di una piccola parte dei contribuenti e per importi molto, molto limitati».

A chi gli chiede se non fosse stato un errore sospendere la somministrazione di Astrazeneca il premier risponde rivendicando la linea della prudenza. E ora che Ema e Aifa hanno dato nuovamente il via libera si vaccinerà anche lui con il farmaco anglo-svedese. Draghi non nasconde le difficoltà della campagna di vaccinazione e dice che errori certamente l'Europa «con il senno del poi li ha fatti». Ora però bisogna correre e se il coordinamento europeo non funzionerà «faremo da soli», ha aggiunto, ribadendo la stessa linea di Angela Merkel. Quanto allo Sputnik per ora nessuna decisione.

In cima alle priorità resta il Recovery. «È difficilmente comprensibile che ci siano milioni e milioni di euro stanziati per lavori, con una lista che oramai ha superato i 100 progetti e che ancora non si riesca a partire», ha detto ribadendo che «indubbiamente sono necessarie semplificazioni» ma questo non significa la «cancellazione del codice degli appalti».

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AFP


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Mario Draghi ieri alla sua prima conferenza stampa: «Questo è un anno in cui non si chiedono soldi, si danno soldi»