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24/04/2021

Draghi presenta un Recovery blindato

Gazzetta del Sud

In Consiglio dei ministri il Piano da 191,5 miliardi di euro più altri 30 per finanziarei progetti" ext ra"
Sono 135 le linee di investimento. Tuttii partiti in pressing, ma il premier frena
ROMA Mario Draghi porta in Consiglio dei ministri un Piano nazionale di ripresa e resilienza da 221,5 miliardi totali, di cui 191,5 riferibili al Recovery funde 30 miliardi per finanziare le opere " extra Recovery". La spinta stimata alla crescitaè di3 punti di Pil nel 2026. L' obiettivo, secondo le slide inviate dal ministro Daniele Franco ai colleghi ministri,è non solo «ripararei danni della pandemia» ma affrontare anche «debolezze strutturali» dell'e conomia italiana. Il grosso del pianoè definito, con 135 linee di investimento.E «non cambierà», sottolineano dal governo, di fronte alla mole di richieste che emerge in queste ore dai partiti. Il M5S annuncia battaglia sul Superbonus, il Pd vuole vederci chiaro sulla Rete unica, FI chiede welfare per le famiglie, la Lega annuncia che presenterà in Cdm «altri progetti da aggiungere» al Pnrr.E resta da sciogliere il nodo della governance del Piano. Tutto ciò in un clima sempre più teso in maggioranza, dopo l' astensione della Lega sul decreto per le aperture. All' indomani del netto stop al tentativo di Matteo Salvini di modificare l' accordo raggiunto nel Governo sulle aperture, Draghi- che descrivono seccato per quanto accaduto- registra un clima costruttivo nella riunione della cabina di regia sul Recovery che in mattinata vede al tavolo tuttii capi delegazione. Non si parla del tema aperture, maè chiaroa tutti che il premier non intende tornare indietro: il decretoè quello deciso in Cdm, poi ogni quindici giorni si faranno verifiche. Ma che ci sia un problema,è opinione unanime tra gli alleati di Governo. La tensioneè altissima. Dal Pd trapela irritazione per il metodo leghista, di lottae di governo: «O dentroo fuori»,è il messaggio di Enrico Letta, che rilancia la proposta di un patto modello Ciampi per la corresponsabilizzazione degli alleati di governo, per cogliere l' occasione storica del Recovery.I Dem affermano chel' uscita leghista riflette la difficoltà di Salvini rispettoa Giorgia Meloni, che guadagna consensi all' opposizione. Certo, affermano fonti parlamentari di centrosinistra, non sarebbe poicosì malese laLega decidessedi uscire dal Governo, lasciando con Draghi una maggioranza"Ursula", con la sola FI. Ma la risposta leghistaè netta: restiamo assolutamente nel Governo. Salvinie Giancarlo Giorgetti negano anche distanze tra di loro:c'è stata, assicuranoi loro staff, «sintonia totale» sull' astensione in Cdm. Il tentativoè accreditarsi come interlocutore fondamentale di Draghi in maggioranza. Il leader leghista fa sapere chei suoi contatti con il premier sono diretti, annuncia una nuova telefonata (a sera non risulta avvenuta). Come si possa andare avanti con continui strappi, però, ci si interrogaa vari livelli nel governo. Il precedenteè «grave», ha annotato Draghi. Il rischioè che lo strappo che si ripeta presto. Perché alla vigilia dell' approdo in Cdm del Recovery plan, la Lega fa trapelare irritazione per la consegna dei documentia ridosso dell' esamee fa sapere, dopo un vertice di Salvini coni ministri, che intende aggiungere alcuni progetti al Piano, raccogliendo «richieste dai territori» inparticolare sulleinfrastrutture. Sesi fa il paio coni toni battaglieri del M5S sulla necessità di prorogare il Superbonus fino al 2023, finoa definirel' intervento «essenziale» per sostenere il Pnrr, si concretizza il rischio di un dibattito burrascoso da qui all' invio del Pnrr in Europa il 30 aprile. Draghi nelle prossime ore farà la sua informativa in Cdm sul Pnrre ascolterà le proposte che verranno messe sul tavolo, ma il Piano- viene sottolineato da Palazzo Chigi- nell' impianto nonè destinatoa cambiare. Il via libera arriverà solo dopo un secondo Consiglio dei ministri, che si svolgeràa metà della prossima settimana, dopol' informativa che il premier svolgerà lunedìe martedì alleCamere. Italia viva, lette le tabelle del Piano, esulta: «Prima era un elenco di spese, oggiè un Piano per rilanciare il Paese». Ma gli altri partiti chiedono aggiustamenti, spiegando di non aver letto ancora il testo completo del Pnrr (il primo draft sarebbe stato scritto in inglese). Ci sono per la digitalizzazione 42,5 miliardi; per il Green 57 miliardi (il 30% del totale); per infrastrutture 25,3 mld; per istruzionee ricerca 31,9 mld; per inclusionee coesione con 19,1 mld; per la salute con 15,6 mld (in totale 19,7 miliardi, sommando altri fondi). Ma il Pd, rappresentato al tavolo da Andrea Orlando, chiede «attenzione alle clausole perl' occupazione delle donnee dei giovani, al Mezzogiorno.E da" fuori" anche Confindustria chiede la proroga del Superbonus. Il dibattito è appena agli inizi.