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17/04/2021

Draghi lancia la volata sul Recovery Plan Incontri con i partiti

La Prealpina

LA STRATEGIA
ROMA - Cerca «unità», Mario Draghi. Avvia con M5s e Lega gli incontri con tutti i gruppi parlamentari sul Recovery plan, in vista del varo del piano da 191 miliardi da inviare a Bruxelles entro il 30 aprile. I partiti gli chiedono voce in capitolo, presentano proposte specifiche sui loro temi di bandiera, si presentano con rivendicazioni sulle aperture e sul prossimo decreto con i sostegni alle imprese. Il premier annota e promette ascolto, sottolinea la politica espansiva del governo e illustra le linee generali del piano. Sottotraccia emergono però sempre più numerosi i malumori e gli attriti, dentro e fuori i partiti della maggioranza. Matteo Salvini non si presenta all'incontro con il premier e tornano a circolare voci di dissidi, smentiti con forza dalla Lega, con Giancarlo Giorgetti. Fonti del partito di via Bellerio rimarcano che non c'è nessun problema tra i due. Più collegialità viene invocata dal Pd, che mostra di non gradire le sortite leghiste, a partire da quelle contro Roberto Speranza. «Siamo un governo di unità, bisogna restare uniti, non farsi dispetti o alimentare polemiche», dice Draghi ai leghisti. Il premier è alle prese con la «maratona» finale per il varo del piano «monstre» per spendere i fondi europei: Portogallo, Francia, Spagna e Grecia sono già pronti a presentare i loro progetti la prossima settimana e l'Italia deve fare in fretta, per non perdere «il turno» nell'assegnazione della prima tranche di fondi a luglio (fino a 27 miliardi, per il nostro Paese). Ma i partiti e gli enti locali chiedono di poter dire la loro, anche con nuovi incontri sulla versione finale del testo, che dovrebbe essere in Consiglio dei ministri la prossima settimana e che il premier illustrerà alle Camere il 26 e 27 aprile. Il M5s a Palazzo Chigi sottolinea la necessità di non ridimensionare il Superbonus al 110% per le ristrutturazioni edilizie approvato dal governo Conte e anzi, chiede di prorogarlo al 2023. La Lega chiede di verificare che le filiere a cui andranno i fondi siano effettivamente presenti in Italia. I leghisti chiedono anche con forza di rivedere il codice degli appalti. Anche lo stesso Pd, con il sottosegretario Enzo Amendola sottolinea la necessità che il Piano nazionale di rilancio e resilienza sia accompagnato da norme di semplificazione che consentano di spendere effettivamente i soldi. Altro tema potenzialmente divisivo - ma potrebbe essere definito con un decreto solo a maggio - è quello della governance: l'idea è di coinvolgere i ministri a «rotazione», per temi di competenza.