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25/06/2021

Draghi: «La ripresa vola, ma temo le varianti corriamo per evitare gli errori del passato»

La Sicilia

là Il premier alle Camere insiste sui vaccini, elenca le riforme da varare entro luglio e pensa alla scuola a settembre
SERENELLA MATTERA ROMA. «Tutto di nuovo appare roseo», stiamo per togliere le mascherine all ' aperto e anche l ' economia tor na a marciare, «la fiducia cresce», la crescita sarà «più sostenuta» del previsto. Ma «non illudiamoci», «non è un liberi tutti». Il pericolo Covid continua a incombere, nella forma di «varianti» come la Delta, che possono «rallentare le riaperture e frenare consumi e investimenti». Mario Draghi lo dice ai parlamentari, ma attraverso di loro parla ai cittadini. Riferisce alle Camere in vista del prossimo Consiglio europeo, parla dell ' econo mia e della spinta a politiche espansive anche nella prospettiva della modifica del Patto europeo di stabilità, nel 2023. Si dice «ottimista» - ma al Senato smorza in «fiducioso» - sull ' e voluzione della situazione. Predica cautela, rilancia la " caccia " ai focolai e ai cinquantenni non vaccinati. Mette in guardia dagli errori della scorsa estate: si deve intervenire sui trasporti prima del rientro a scuola. È il ritrovato europeismo, la nota positiva con cui Draghi condisce la sua giornata prima alla Camera poi a Palazzo Madama, ad ascoltare i parlamentari dopo il suo intervento in vista del Consiglio europeo. Il premier, che è ospite al Quirinale per il tradizionale pranzo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e che nel pomeriggio va a trovare il presidente emerito Giorgio Napolitano, risponde a ciascuno. «Si avverte qui e tra i Paesi europei il senso di una maggiore appartenenza all ' Ue rispet to a sei mesi o un anno fa», sorride. È vero, ammette con Emma Bonino, che su temi come quelli dei migranti il governo «deve fare i compiti a casa senza aspettarsi palingenetiche riforme dall ' Europa». Ma è anche vero, dice alla senatrice come a Pier Ferdinando Casini, che «parecchie cose si stanno facendo e continueremo a farle». Sul " Recovery Plan " , Draghi am mette che il programma del governo è «difficile e urgente». Entro fine mese arriverà in Cdm una legge su appalti e concessioni e a luglio quella sulla concorrenza. Sono in arrivo in Cdm, assicura il ministro Marta Cartabia, gli emendamenti sulla riforma del processo penale, per trovare un difficile accordo tra i partiti su temi spinosi come la prescrizione. E a luglio il ministro Enrico Giovannini presenterà in conferenza Stato-Regioni il primo pacchetto di investimenti su infrastrutture e trasporti finanziati con il " Recovery " e il " Fon done extra " . Quel che resta da fare è mitigare i rischi per la «coesione sociale»: «Le fasi di ripresa dalle crisi recenti hanno spesso favorito solo alcune fasce della popolazione, penalizzando i meno abbienti, i più giovani e le donne. Non abbiamo prestato la dovuta attenzione alla crisi climatica, che colpisce le aree più fragili del nostro Paese. Questa volta dobbiamo agire diversamente», dice citando politiche attive per il lavoro «efficaci» che aiutino chi «ha bisogno di formazione per trovare un posto». Quanto alla crescita economica, l ' accento viene posto sulle politiche «espansive» che immagina proseguano per anni, senza alcuna piega di «austerità». «Non c ' è il pericolo» che il Patto di stabilità europeo resti così, assicura: la discussione proseguirà nel 2022 per poi intervenire nel 2023, con regole riviste. Intanto, bisogna tenere d ' occhio, sottolinea, i rischi dell ' inflazione e di politiche diver genti tra gli Stati Uniti e la zona Euro, a partire dalle loro autorità monetarie. Crescita ben oltre il 4,2%: questo l ' auspicio. Ma la grande incognita re sta il Covid. Draghi lo ripete a più riprese: il virus, che prende la forma di nuove varianti, è ancora un pericolo ben presente. L ' imperativo, spiega, è evitare gli errori dello scorso anno e non farsi trovare impreparati alla ripresa della scuola, con un sistema dei trasporti che deve marciare a capienza ridotta perché non ben organizzato («I fondi ci sono»). E poi c ' è il tema dei vaccini: «La sfida è cercare tutti coloro che hanno più di 50 anni, cercarli nei posti più difficili, cercare di convincerli se sono contrari. Sono i futuri - e anche i presenti - fragili». l