scarica l'app
MENU
Chiudi
20/02/2021

Draghi incassa il sì della Camera I grillini perdono altri 15 pezzi

La Verita' - GIORGIO GANDOLA

• LA SCOMMESSA
A Montecitorio, il premier promette lotta contro la «concorrenza sleale» degli stranieri, rispolvera l'Anac e si ricorda finalmente dello sport. I pentastellati implodono, alla fine la fiducia passa con 535voti a favore
• Benvenuto al parco giochi. La sobrietà istituzionale dura poco più di 24 ore e Mario Draghi se ne accorge quando alla Camera prende la parola Stefano Fassina con un tema cruciale: «Voto la fiducia ma vorrei che 10 chiamasse governo della nazione più che governo del Paese». L'ex presidente della Bce non fa in tempo a domandarsi perché, che dal deputato di Leu (l'unico in Italia a essersi iscritto al Pei dopo il crollo del muro di Berlino) arriva la risposta: «Perché la nazione è il terreno che unisce, in base alla Costituzione, mentre il Paese è 11 campo delle divisioni». Adesso siamo più tranquilli. Sono le 18 quando il premier accende il microfono (nel frattempo ha imparato) per la replica che anticipa la scontata votazione a suo favore. Sollecitato dagli interventi, tocca sei temi e il primo è l'industrializzazione 4.0 delle piccole e medie imprese. «La tutela del made in Italy vedrà l'impegno totale del governo con tre pilastri: l'internazionalizzazione, l'accesso al capitale, gli investimenti». Draghi qui è nel suo campo, parla sciolto sull'onda del successo del giorno prima e si consente una divagazione fashion: la mascherina azzurra con il marchio della presidenza del Consiglio è della stessa nouance della cravatta. L'intervento dura solo 13 minuti, forse è il più breve della storia, i questori della Camera non riescono a dirimere il nodo da Guinness. L'argomento è molto serio perché dopo quello delle Pmi, che sono la spina dorsale dell'economia italiana, lui tocca il tema della Corruzione. «Per essere capace di attrarre investimenti anche dall'estero un Paese deve difendersi dai fenomeni corruttivi che hanno effetti depressivi sulla competitività e sulla libera concorrenza. Useremo tutti gli strumenti per far ripartire le imprese, ma se manca la base della legalità...». La frase rimane sospesa, parte il primo degli otto applausi che fungono da zucchero a velo sulla torta. È un innamoramento collettivo, chissà quanto durerà. Comunque da questa due giorni draghiana se ne esce come da una pasticceria, sopraffatti dalla vaniglia. Avanti tutta contro i corruttori nell'ombra: «Finora la corruzione è stata perseguita con meccanismi troppi formali che la alimentano invece che perseguirla. La semplificazione della pubblica amministrazione avrebbe un compito anticorruzione. In questo è centrale il ruolo dell'Anac». Qui si nota una piccola contraddizione perché proprio il Codice degli appalti messo a punto da Raffaele Cantone che dell'Anac è stato il papà, è ritenuto una palla al piede, un chiavistello sulla riapertura dei cantieri per la complicazione degli iter burocratici. Alla semplificazione Draghi aggiunge la trasparenza. «E la base delle responsabilità della pubblica amministrazione. Le operazioni devono andare di pari passo: la moltiplicazione dei passaggi burocratici è terreno fertile nel quale si annidano e prosperano i fenomeni illeciti». Sul punto, il numero uno dei «competenti» concede al cittadino comune una certa sensibilità. «I dati sulla corruzione migliorano ma nella percezione degli italiani no. E noi, per continuare a lottare con efficacia, dobbiamo tenere come faro la percezione dei cittadini». Sulla riforma della giustizia basta una frase per scatenare la standing ovation che si spegne dalle parti di Alfonso Bonafede e della sua banda trasversale. «Il processo dovrà essere giusto, di durata ragionevole, in linea con la media degli altri Paesi d'Europa». Qui la sinistra coglie un aspetto: la livella di Bruxelles può anche diventare un problema per gli amici dentro le Procure. Il premier non dimentica le carceri: «Nel contrastare il Covid non deve essere trascurata la condizione di chi vive nelle carceri sovraffollate». Draghi ritiene di dover rassicurare il mondo dello sport, che si sente abbandonato dall'assenza di un ministro dedicato. «È un mondo profondamente radicato nella nostra società. Ci impegneremo a sostenerlo non solo in relazione all'impatto economico ma anche perii valore sociale, educativo, formativo, salutistico». Poi sottolinea l'importanza dei Giochi invernali 2026 di Milano-Cortina e parla di digitalizzazione, sostenibilità ambientale ma soprattutto infrastrutture. Si prevedono interessanti dibattiti stile Tav fra Giuseppe Sala e i suoi quasi alleati grillini a Milano. Infine il premier tocca l'argomento turismo, con una frase che è uno slogan: «Merita tutto il sostegno. Ed è sicuro che riparte perché siamo l'Italia». Fra gli interventi della giornata, Draghi ricorderà in particolare quello di Claudio Borghi, economista della Lega, che non firma cambiali in bianco: «Lei non può chiedere cessioni di sovranità. Cinquecento su 630 in questa Camera sono stati eletti con programmi che prevedevano semmai recuperi di sovranità; non le cito dal programma del Movimento 5 stelle del 2018 perché sennò faccio salire lo spread. Su questioni di tale rilevanza sarà necessario passare dalle elezioni. Nell'attesa, porti nel mondo il nostro interesse nazionale e la forza della Lega la sosterrà. Tradisca quel tricolore per qualsiasi altra bandiera e saremo implacabili». Dopo il fremito, la giornata si dipana fra alti e bassi. Fino a quando Roberto Giachetti (Iv) si mette a disquisire se è più consono appaiare il premier a Cristiano Ronaldo 0 a Francesco Totti. «Somiglia più a quest'ultimo per la precisione dei passaggi». Allora tutti capiscono che è arrivata l'ora di votare. Prosegue l'emorragia tra i grillini, nonostante le epurazioni notificate da Vito Crimi ai dissidenti del Senato: in 15 votano no alla fiducia, in 4 si astengono. Draghi, ovviamente, incassa comunque un plebiscito: 535 sì, 56 no (tra cui il leghista Gianluca Vinci), 5 astenuti. Ma in Aula - e nel governo - cresce il peso del centrodestra.

Foto: REPLICHE Mario Draghi, prima di incassare la fiducia di Montecitorio, ha risposto ai deputati, insistendo sulla lotta alla corruzione


Foto: [Ansa]