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27/05/2021

Draghi blinda la mediazione

Avvenire - ROBERTA D'ANGELO

IL GOVERNO Palazzo Chigi rivendica: soluzione che ci mette in linea con gli altri Paesi dell'Ue. Ma il capo del governo cerca di evitare strappi, pur nel rispetto dei tempi stretti. Monito sulla Russia: «Livello di interferenza allarmante» da Putin
Sul nodo licenziamenti il premier parla di «passo avanti» ed esorta sindacati e imprese a «ritrovarsi» Semplificazioni, ci sarà un testo «condiviso». In bilico il massimo ribasso. Poi un duro attacco a Mosca
O re convulse per il premier Mario Draghi, che tenta di avviare la fase delle riforme, in vista dei fondi Ue per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma che ad ogni "picconata" si ritrova a dover fronteggiare partiti di maggioranza e opposizione, sindacati e industriali. Anche la tregua sperata con i compromessi raggiunti non sortisce effetti. Tra licenziamenti e Semplificazioni, il premier individua strade già battute in Europa, ma che non convincono del tutto gli interlocutori italiani. Ma pure questa fase era stata messa in conto dall'ex presidente della Bce, che va avanti, deciso a evitare strappi. «Sono cambiamenti profondi, io mi aspetto ci sia una diversità di vedute. Si tratta di trovare un punto di incontro senza snaturare l'obiettivo di costruire un'Italia più equa e competitiva, quell'Italia che vediamo nel Pnrr». La mediazione raggiunta sui licenziamenti non ferma però i sindacati, decisi a scendere in piazza. Eppure Draghi vede un passo avanti rispetto alla fine del blocco così come era previsto. «Dal primo luglio non c'è più il divieto assoluto di licenziare, perché un'azienda che non richiede la Cassa può farlo, ma c'è un forte incentivo a non farlo - spiega il presidente del Consiglio al termine del Consiglio Europeo a Bruxelles, dopo le polemiche sollevate dal passo avanti del ministro Orlando -. Tutto ciò solo per industria e edilizia, mentre per i servizi il blocco per tutti, sia che usino o meno la Cig, dura f ino a fine ottobre, e la Cig gratuita fino a fine anno. Mi pare una mediazione che certamente scontenta chi avrebbero voluto continuare con il blocco ma non scontenta, almeno così mi pare, quelli che avrebbero voluto sbloccare tutto immediatamente», ragiona il premier. Insomma, incalza, «il governo aveva già annunciato il termine del blocco all'epoca, se non sbaglio, della presentazione del Def, e quindi questo provvedimento è decisamente un miglioramento rispetto alla situazione precedente». Non sufficiente per Confindustria, che chiede «una maggiore concertazione con le imprese». Ma neanche per i sindacati confederali. Per il premier, però, il compromesso «è un miglioramento considerevole. L'intervento che abbiamo previsto è in linea con tutti gli altri Paesi Ue ed è garantire la Cig gratuita anche dopo il 1° luglio in cambio dell'impegno di non licenziare». Anche riguardo al decreto Semplificazioni c'è una trattativa in corso. «Il testo che è girato - spiega - era una bozza molto preliminare, arriviamo nei prossimi giorni a una versione definitiva che verrà condivisa in tutte le sedi politiche necessarie, cabina di regia e Cdm». Due le misure più criticate: il tetto per i subappalti che nei testi circolati salterebbe del tutto (come chiesto a suo tempo da Bruxelles, non senza rischi di infiltrazioni) e l'indicazione del cosiddetto massimo ribasso come chiave principale per valutare le offerte durante le gare. La decisione potrebbe slittare all'approvazione del ddl delega sul Codice degli appalti (nel frattempo resterebbe la proroga della soglia del 40%). Sicuramente il capo del governo non ha difficoltà ad ascoltare le diverse posizioni. Così come hanno fatto i partner europei anche sul "Piano Clima". «È stato importante che i vari punti di vista hanno cominciato a confrontarsi - racconta Draghi - . Il pacchetto completo verrà presentato il 15 luglio. Prevede trasformazioni fondamentali, e uno dei problemi posto da tutti è l'importanza della tutela sociale nel processo di transizione ecologica». Tutti concordano, dice, che «le parti più deboli vadano tutelate». Quanto alla Russia, senza peli sulla lingua, il premier chiede unità agli alleati: «Bisogna rafforzarsi molto, soprattutto sulla sicurezza cibernetica. Il livello di interferenza, sia con le spie che abbiamo visto di recente, sia sul web è veramente diventato allarmante», è il ragionamento di Draghi che fa riferimento al caso di spionaggio russo che ha coinvolto l'ufficiale Walter Biot. «E l'Ue - scandisce - non deve ritenersi così debole quando prende decisioni forti sul piano umanitario».. ■ Cosa cambia Dopo che i tecnici hanno cancellato dal "decreto Sostegni-bis" la miniproroga del divieto di licenziare, prevista per il 28 agosto e annunciata dal ministro del Lavoro Andrea Orlando (scattava per le imprese che facevano ricorso alla cosiddetta cassa Covid, pagata per intero dallo Stato e garantita a tutti, indipendentemente da dimensioni e settori), si resta ancorati a tre date per lo sblocco graduale dei licenziamenti dopo la pandemia. Ecco quali: 1 ° luglio È la data fissata per le imprese che possono accedere ai sussidi ordinari: le più grandi, quelle attive nell'edilizia, nella manifattura, ecc. Le imprese abitualmente finanziano gli ammortizzatori in modo differenziato: nell'edilizia si paga il 4,5%, nelle manifatture il 2% circa del monte salari annuo, altre versano lo 0,5%. 1 ° novembre Scatta la facoltà di licenziare per le imprese non industriali, quelle cioè coperte solo dalla cassa in deroga o dal Fis: le piccole, terziario, commercio, ecc. 1 ° gennaio 2022 Per cercare di ridurre al minimo i licenziamenti, si dà alle grandi aziende la chance di un bonus di sei mesi: se da luglio continueranno a usare la Cig ordinaria, avranno diritto a vedersi annullare le addizionali appunto sui contributi da pagare. In cambio, devono impegnarsi a non mandar via fino a dicembre

Foto: Il presidente del Consiglio Mario Draghi al suo arrivo, lunedì, al Consiglio Europeo a Bruxelles. / Reuters