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09/04/2020

Dossier all’Anac sul maxiappalto Aqp da 637 milioni

La Repubblica - Antonello Cassano

Il caso
● a pagina 9 Assunzioni improvvise, progressioni di carriera fatte via WhatsApp ed esposti all'Anac, l'Autorità anticorruzione, per gare da centinaia di milioni di euro. Acquedotto Pugliese riesce a finire al centro delle polemiche anche in tempi di Coronavirus. Le ultime, in ordine di tempo, riguardano la maxigara d'appalto per la gestione delle perdite della enorme rete idrica di Aqp. Un investimento complessivo che ammonta a 637 milioni di euro per realizzare interventi in 94 comuni nei cui territori ci sono maggiori criticità per le perdite idriche. L'obiettivo è ridurle fino a circa il 5 per cento l'anno.
Parliano di lavori che sarebbero realizzati da una newco mista pubblico-privata, controllata da Aqp, con il coinvolgimento di un nuovo soggetto industriale da selezionare attraverso una manifestazione di interesse la cui scadenza, prevista per venerdì scorso, è stata prorogata al 20 aprile. Una vicenda che fin da quando è stata resa nota, a ottobre scorso, ha provocato molte polemiche con esponenti di opposizione, ma anche di maggioranza, che hanno parlato di un primo tentativo di privatizzazione.
Ora il tema torna alla ribalta. In attesa di conoscere i risultati di quella ricerca di mercato, il Movimento 5 Stelle torna all'attacco e presenta un esposto all'Anac sulla legittimità della consultazione di mercato per la realizzazione della newco: «L'avviso - accusano la consigliera regionale Antonella Laricchia e il deputato Giovanni Vianello - contrasta con la normativa nazionale che fissa le funzioni spettanti ad Aqp, fra cui la progettazione e realizzazione delle reti.
L'affidamento della manutenzione a un'altra società realizza una delega di funzioni non prevista dalla legge statale, peraltro non tenendo conto del termine di durata della concessione in capo ad Aqp della gestione del servizio idrico fissata al 2023. I lavori saranno poi realizzati anche attraverso l'aumento della tariffa, andando a incidere sull'aumento delle bollette dei pugliesi: parliamo di 637 milioni di euro, per cui riteniamo necessaria la massima chiarezza.
Non possiamo permettere che si vada verso la privatizzazione di Acquedotto Pugliese».
Accuse che l'azienda respinge al mittente facendo notare che una società di scopo, costituita ad hoc e che al termine del lavoro verrà smantellata, serve a snellire la struttura per gestire una tale ingente mole di investimenti. Ma Aqp appena pochi giorni fa già finita al centro delle polemiche per alcune disinvolte operazioni di smart working con tanto di selezioni che sarebbero avvenute via chat. Almeno questa è l'accusa lanciata da Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale: «Chissà a quale urgenza deve far fronte Acquedotto Pugliese, tanto da non aspettare nemmeno la fine del mese, preferendo gestire le selezioni interne con WhatsApp. In piena emergenza sanitaria non si comprendono queste decisioni».
Un problema che ricorre anche su quelle 15 selezioni interne (per una ventina di posti circa) quasi tutte per posizioni di quadro e di ottavo livello. Zullo punta il dito anche contro un'assunzione fatta il primo aprile scorso di un'unità lavorativa «residente a Foggia, ma assunta con sede di lavoro a Lecce e impiegato in telelavoro, senza formazione». Una prima replica arriva dall'azienda, che respinge le accuse: «Nessuno dei servizi è stato sospeso e sono state potenziate le attività online e telematiche. Oltre 1.000 dipendenti sono in telelavoro e svolgono regolarmente le loro attività da remoto, comprese quelle delle gare». Quanto alle selezioni interne, sostengono ancora da Aqp, «sono uno strumento di crescita che vengono espletate con la consueta trasparenza e rigore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: kLa sede L'Acquedotto Pugliese è al centro di un esposto dei 5 Stelle all'Anticorruzione