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27/11/2018

DOPO SPATARO UNA CORSA QUASI TUTTA TORINESE

La Repubblica - Sarah Martinenghi

IN PRIMO PIANO
Sarà una gara quasi solo torinese quella per prendere il posto di Spataro. Oggi è l'ultimo giorno per le domande: in lizza Giuseppe Ferrando, Anna Maria Loreto, Paolo Borgna e Anna Maria Baldelli, con Bernardo Petralia, pg di Reggio Calabria. pagina IX Hanno avuto quaranta giorni di tempo per pensarci, e oggi quello a disposizione sarà l'ultimo. Poi sarà tutta una questione di valutazioni, di anzianità, di incarichi già ricoperti e di prospettive per il futuro. Scade oggi il bando più cruciale per i magistrati di Torino: quello per ricoprire l'incarico di procuratore capo della Repubblica che dal 17 dicembre sarà lasciato vacante da Armando Spataro, per raggiunti limiti di età. Si chiudono, con il suo pensionamento, quattro anni di gestione che hanno visto profondi cambiamenti, soprattutto organizzativi, per i suoi sostituti.
Solo da oggi, alla scadenza ufficiale del bando, sarà possibile sapere con sicurezza quanti e quali saranno gli sfidanti. Ma salvo sorprese dell'ultimo giorno, il quadro sembra delineato in una competizione che mai come questa volta vede concorrere colleghi di una vita, un gruppo di magistrati affiatati e legati anche da amicizia, tutti vicini per età (hanno una differenza tra loro al massimo di un paio d'anni) cresciuti sotto l'ala dell'ex procuratore capo Marcello Maddalena.
Al momento hanno infatti rivelato di aver presentato la domanda l'attuale procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando, la coordinatrice della Dda Anna Maria Loreto, il procuratore aggiunto Paolo Borgna, già procuratore vicario di Spataro. A loro si è aggiunta anche Anna Maria Baldelli, che fino al 6 ottobre ha guidato la procura dei minori di Torino. «Sarà un bel match», è stato il commento di Baldelli, che ancora copre il ruolo di facente funzione a capo della procura dei minori in attesa che venga nominato un successore: anche per il suo posto il bando scade oggi.
A questo gruppo di candidati "forti" torinesi, si potrebbero però contrapporre curriculum di magistrati altrettanto di esperienza che arrivano da fuori.
Un grande interesse per la sede torinese è stato infatti manifestato dal magistrato siciliano Bernardo Petralia, 65 anni, che da un anno ricopre l'incarico di procuratore generale a Reggio Calabria. Ai primi di ottobre, in occasione di un convegno a Settimo Torinese, aveva spiegato di considerare il capoluogo piemontese la sua aspirazione finale, la città in cui concludere la sua carriera di magistrato. «Per me è la capitale d'Italia - ha affermato Petralia in quell'occasione - Sono venuto qui più volte senza toga, la considero di una bellezza strepitosa, nascosta, austera, soprattutto colta». Ma c'è anche un attaccamento professionale: «Non dimentico quando da giovane magistrato utilizzai l'aula bunker per seguire alcune indagini sulla mafia siciliana trovando appunti dei colleghi sui processi alle famiglie criminali catanesi». È il suo curriculum quello che risulta, nell'ambiente, tra i favoriti sia per anzianità che per esperienza, a partire dall'incarico di procuratore capo a Sciacca a 43 anni, il più giovane d'Italia.
Un altro outsider potrebbe arrivare dagli uffici giudiziari di Velletri. Dal procuratore sarebbero arrivate richieste di chiarimenti sull'organizzazione del sistema giudiziario della procura di Torino. Una richiesta che è stata letta come una chiara intenzione a candidarsi al settimo piano del Palagiustizia torinese.
Ogni candidato infatti, al momento di presentare la domanda, deve allegare una serie di documenti: oltre al curriculum, il Csm valuterà però anche un progetto di riorganizzazione dell'ufficio per anticipare l'impronta che l'aspirante procuratore capo intende dare in caso di nomina.
Sapere come sono strutturati i vari pool di magistrati e come funziona il sistema torinese è in realtà semplice anche per un magistrato "di fuori", dato che le linee guida di Spataro, ovvero il libretto di istruzioni della procura, è pubblicato sul sito web già da qualche settimana.
Alla vigilia della chiusura delle candidature resta una grande incognita, quella della possibile corsa anche del procuratore generale di Torino Francesco Saluzzo, che già una volta, nel 2014, aveva provato a correre per la poltrona di procuratore capo e aveva perso proprio contro Spataro. Nonostante chi gli abbia parlato in privato abbia avuto l'impressione che in questa occasione non volesse partecipare al bando, in realtà pubblicamente non ha mai sciolto la riserva: «Non rispondo fino a domani», ha ancora detto ieri sera.
I nomi Paolo Borgna Anna Maria Loreto Giuseppe Ferrando Anna Maria Baldelli Bernardo Petralia

Foto: Cambio al vertice Il procuratore capo Armando Spataro va in pensione il 17 dicembre e sono già 5 i candidati a sostituirlo

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