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29/05/2021

Dopo gli attacchi lo scultore rilancia: “Sarò io a chiedere i danni”

QN - La Nazione

LUCCA La scritta è sempre lì, l'inno alla poesia di Pasolini che vuole essere denuncia "contro i poteri forti", da parte di Stefano Pierotti, lo scultore che ha sfregiato la sua stessa opera, il monumento agli ex migranti lucchesil l'alberto in corten che svetta in Piazzale Boccherini. Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha dato la sua benedizione al blitz dell'artista, anche fosse frutto di ricerca di pubblicità, la pittrice Varetti invece lo aveva invece derubricato a "meschinità". La controffensiva di Pierotti oggi, a sorpresa, è con l'artiglieria pesante. "Sto valutando se i danni a questo punto li debba chiedere io - annuncia -. Non dimentichiamoci che hanno stampato un catalogo senza la mia autorizzazione". Pierotti respinge al mittente le accuse di voglia di ribalta. "Per quanto riguarda la legittimità del mio intervento su una scultura di cui comunque conservo la paternità, voglio ripetere ancora una volta che quello che ho fatto non è stato certamente dettato da una ricerca di notorietà - ribadisce l'artista pietrasantino -. Dietro quell'azione ci sono esclusivamente i motivi che ho già ben spiegato e di cui risponderò consapevolmente per vie legali. Ognuno è libero di criticare e commentare l'operato degli altri, ma magari se si avesse un po' più di competenza in materia, credo sarebbe meglio. Sento molto silenzio intorno alla vicenda da parte di chi invece dovrebbe parlare, muovere delle accuse sensate, senza raccontare menzogne, o cercare invece di capire e giustificarmi. Non so questo silenzio cosa voglia significare: se insistere con un atteggiamento da snob o meditare un piano per farmela pagare, amaramente. Forse nessuno ha ancora chiaro niente. Intanto quella scritta è ancora su quel muro. Chissà perchè non riescono a rimuoverla". "Non è un testo ingiurioso", torna a sottolineare Pierotti che non fa mistero del fatto di essere "recidivo". "Anni fa ridipinsi di rosso un crocifisso fatto da me a Tor Vergata. Venni assolto dal giudice perchè il fatto non sussisteva. E quel crocifisso due giorni dopo fu pulito e riportato all'origine". In merito alla scultura di piazzale Boccherini, Pierotti torna a contestare la collocazione. Ci mostra il bando originario lanciato dalla Fondazione Cassa di Risparmio in cui si citava l'aiuola dentro Porta San Pietro, e non piazzale Boccherini. "Quando la commissione paesaggistica del Comune dette il suo parere (obbligatorio, ma non vincolante) contrario alla collocazione della scultura nell'aiuola di porta San Pietro, all'interno delle mura, nessuno della commissione facente parte il bando - sindaco, sovrintendente, presidenti vari, storici e esperti - controbattè minimamente, perchè?". "Eppure motivarono ampiamente in sede di gara e questo condusse il mio progetto alla vittoria del bando. Nel bando si chiedeva chiaramente che il manufatto dovesse integrarsi con l'ambiente circostante e lo votarono. Da chi era composta la commissione paesaggistica? Quali gli esperti? Tante domande che oggi restano avvolte in un mare di silenzio, che forse non resterà tale a lungo". Laura Sartini © RIPRODUZIONE RISERVATA