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25/07/2018

Domiciliari negati ai due detenuti per corruzione

QN - La Nazione

IL CASO PIAZZA VERDI
- LA SPEZIA - CASO piazza Verdi: il Tribunale del riesame ha respinto l'istanza presentata dagli avvocati difensori di Piero Tomà e Lino Salis per la revoca dell'ordinanza del gip Marinella Acerbi che già aveva alzato disco-rosso all'attenuazione della misura cautelare della detenzione in carcere scattata il 22 aprile scorso. Permangono le esigenze cautelari ed è ancora concreto il pericolo di reiterazione del reato di concorso in corruzione. Così il collegio - presidente Marina Orsini - con due distinti provvedimenti, ha motivato i provvedimenti, conformi alle argomentazioni del procuratore Antonio Patrono che coordina l'inchiesta sviluppata sul campo dai carabinieri. Questi, come è noto, hanno alzato il tiro dopo le iniziali contestazioni relative all'appalto per i lavori in piazza Verdi. Sono infatti una ventina gli appalti affidati dal Comune della Spezia alla Nec (Nuova edilizia e cave) dal 2007 finiti nel mirino, oltre all'aggiudicazione sospetta dell'appalto dei lavori di riqualificazione di piazza Verdi (per oltre un milione di euro) che aveva portato all'arresto degli indagati: Tomà, 67 anni, ex funzionario addetto all'ufficio Gare e contratti del Comune della Spezia in pensione da un anno e Salis, 62 anni, direttore tecnico della Nec, che aveva effettuato buona parte degli interventi in piazza Verdi. Sono sospettati di aver concordato una tangente da 40 mila euro, con dazioni accertate per circa 4mila euro. Ad indurre il Tribunale negare i domiciliari anche il tentativo di due indagati di concordare la difesa in ordine alla prima dazione di denaro, al momento dell'arresto. C.R.

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