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09/07/2020

Dl Semplificazioni, ultimi scogli

Avvenire - NICOLA PINI

Coronavirus: la politica IL GOVERNO
Il Consiglio dei ministri solo alle 23, possibile varo "salvo intese". Soglie definite per gli appalti senza gara Entro fine anno la lista delle opere affidate a commissari. Camera, pasticcio finale sul decreto Rilancio Il testo antiburocrazia in Cdm dopo altre 24 ore di limature, ma restano i dubbi del Pd Battuta d'arresto per la manovra: è tornata in commissione per coperture non certe, oggi fiducia
S emplificazioni complicate e Rilancio al rallentatore. Doppia prova per il governo che ieri sera ha riunito solo alle 23 il Consiglio dei ministri per il decreto sulle procedure per gli appalti. Il vertice si è protratto fino a tardi con l'obiettivo di dare l'ok con la formula "salvo intese", ovvero senza un testo definitivo, che dovrà essere affinato nei prossimi giorni. La lunga trattativa che va avanti da giorni tra le forze di maggioranza ha avvicinato le posizioni. Ma restano punti critici. Pasticcio coperture invece per il dl Rilancio. I rilievi della Ragioneria dello Stato sul finanziamento di alcune delle modifiche apportate al testo dal Parlamento hanno costretto la maggioranza a uno stop in aula alla Camera, dove ieri era approdato il testo. Semplificazioni. Il braccio di ferro ha opposto M5s e Iv, favorevoli al cosiddetto "modello Genova", e una parte del Pd e Leu che hanno frenato sull'ipotesi di un eccessivo allentamento delle regole previste dal Codice degli appalti, un rischio segnalato anche dall'Anac e rilanciato dai sindacati. Mentre, da parte di Iv, ancora ieri Matteo Renzi ha insistito sul «modello Expò» per sbloccare opere da 120 miliardi. Dopo il preConsiglio di venerdì si è lavorato fino all'ultimo per "chiudere" su una bozza da 48 articoli e 96 pagine: ma mentre sulla riforma dell'abuso di ufficio l'intesa si è trovata, fino all'ultimo sono rimaste in discussione le regole sul numero di imprese da ammettere alle procedure senza bando (vedi box sotto) e sui commissari per le opere. Da chiarire in particolare le procedure di affidamento senza gara dei lavori di valore superiore ai 5,2 milioni di euro e i poteri da affidare a chi appalta "in deroga". In ogni caso, entro il 31 dicembre andrà stilata una lista delle opere pubbliche da affidare a "commissari straordinari". La lista arriverà con uno o più Dpcm (quindi di Palazzo Chigi) e "previo parere delle competenti commissioni parlamentari". Una ulteriore lista potrà arrivare poi entro giugno 2021. Tra gli obiettivi anche una riduzione dei tempi per le valutazioni di impatto ambientale. Nemmeno il Pd fa salti di gioia: il capogruppo alla Camera, Graziano Delrio, parla di un'intesa solo «di massima», premurandosi di spiegare che il testo «potrà essere soggetto a ulteriori modifiche dei ministeri nei prossimi giorni». Il dl Rilancio. Dopo avere incassato diverse modifiche nel passaggio in commissione Bilancio della Camera - dall'estensione alle seconde case del superbonus edilizio del 110% all'istituzione di un fondo ad hoc per gli aumenti degli assegni d'invalidità al 100%, agli incentivi per auto Euro 6 - il provvedimento da 55 miliardi è approdato in aula a Montecitorio, ma è dovuto tornare subito in commissione per risolvere almeno un paio di problemi di copertura. Dopo la discussione generale, l'esame è così slittato a oggi dopo la richiesta del relatore, Luigi Marattin, di avere tempo per esaminare in comitato dei nove la «dettagliata nota della Ragioneria». Gli emendamenti sui cui si sono incentrate le perplessità riguarderebbero la sospensione dei mutui e il Sud: in tutto sarebbero circa 100 milioni a essere finiti sotto la lente di ingrandimento dei tecnici. Una volta chiariti questi aspetti il governo porrà la questione di fiducia sulla conversione del decreto legge. L'obiettivo iniziale, prima che si delineasse l'ipotesi di un ritorno del testo in commissione Bilancio, era di far licenziare da Montecitorio il decreto entro mercoledì in modo da inviarlo al Senato. Tabella di marcia che subirà ritardi, ma che resta necessariamente serrata: il 18 luglio infatti il testo decade.

la bozza del Decreto Semplificazioni

Il dl Semplificazioni Obiettivo: Snellire la burocrazia Composto da circa 50 articoli "SINDROME DELLA FIRMA" Trattiene i funzionari pubblici dal dare il via libera alle opere per il timore di finire sotto inchiesta fino al 31 dicembre 2021 APPALTI PIÙ VELOCI Fino a 150mila euro Affidamento diretto per le opere Con importo superiore e 5 operatori Trattativa diretta Sopra i 5 milioni Gara "classica" DEROGHE Possibilità di derogare con procedure a trattativa ristretta anche per le opere di rilevanza nazionale individuate dalla presidenza del Consiglio MAFIA Semplificate le procedure di certificazione antimafia incrociando le informazioni presenti nelle banche dati della pubblica amministrazione

Foto: L'ingresso di Palazzo Chigi, sede del governo

1I PUNTI Gare e soglie È previsto l'affidamento diretto dei lavori per appalti fino a 150mila euro e trattative ristrette per quelli al di sopra: tra 5 imprese fino a 350mila euro, tra 10 fino a un milione e tra 15 aziende fino a 5,2 milioni. Riservando le gare europee solo alle opere più grandi. 2 I commissari È uno dei punti più discussi. M5s e Iv vorrebbero la facoltà di derogare a ogni vincolo del nuovo sistema, ricorrendo a dei commissari su determinati lavori individuati con Dpcm, cioè con decreti del capo del governo. Restano da delimitare i poteri. 3 Abuso ufficio Il punto è stato frenato dai dubbi del ministero della Giustizia. La bozza dice all'art.17 che il reato resta qualora si violino "specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e da cui non residuino margini di discrezionalità"