scarica l'app
MENU
Chiudi
28/08/2020

Dl Semplificazioni oggi al Senato ma è battaglia sugli emendamenti

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L ' ITER AL VIA IL PRIMO PASSAGGIO. IL DECRETO ENTRO METÀ MESE VA CONVERTITO IN LEGGE.
I fronti caldi: edilizia, codice degli appalti e progetto stadi
l ROMA. Il lavoro aI Senato sul decreto Semplificazioni va avanti ma si comincerà a votare solo oggi. Quello a palazzo Madama è solo il primo passaggio per un dl che entro metà mese va convertito in legge. Restano da vagliare circa 1.700 emendamenti. Il voto nelle commissioni Affari Costituzionali e Lavori pubblici era atteso ieri in serata ma l ' illustrazione delle proposte ha portato via tempo. Di certo non mancano i fronti caldi, sia all ' interno della maggioranza sia con l ' opposizione. A LeU non vanno giù le misure sull ' edilizia, che agevolano demolizioni e ricostruzioni, mentre Lega, Forza Italia e Fratelli d ' Italia hanno presentato delle modifiche per allungare i tempi delle deroghe al Codice degli appalti, estendendo ben oltre il termine del 21 luglio le nuove procedure per gli affidamenti dei lavori. Non sono questi i soli nodi. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, insiste sull ' emen damento a sua firma. Per un intervento, spiega, volto a «sburocratizzare» l ' ammo dernamento degli stadi di calcio. Progetti per cui, sottolinea, «ballano miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro, spesso bloccati dal niet delle sovrintendenze». La norma da inserire prevede, in sostanza, che una volta ottenuto il via libera del Comune si possa procedere alla demolizione, alla trasformazione o alla ricostruzione. Dal Pd arriva un emendamento che sta a cuore anche alla Cgil. Si tratta della proposta avanzata dal senatore dem Franco Mirabelli, con l ' obiettivo di contrastare il lavoro nero nei cantieri. La presentazione del Durc, il documento che attesta la regolarità contributiva, diventerebbe obbligatoria laddove si voglia beneficiare del superbonus al 110%. E il Durc dovrebbe anche includere la «verifica di congruità» sulla mano d ' opera, per certificare la proporzionalità tra il numero di unità impiegate e il lavoro da realizzare. «Ci aspettiamo che il Governo approvi e sostenga» l ' emendamento, incalza il sindacato. La ripresa, rimarca la Cgil, può essere «pienamente garantita» sostenendo occupazione di qualità e in sicurezza, anche a tutela delle imprese corrette «che non possono subire la concorrenza sleale dei furbetti del cantierino o di chi si improvvisa imprenditore edile». Tanti gli emendamenti che mirano a prorogare la disciplina speciale sugli appalti, anche fino al 2023, mentre oggi la finestra è di un anno. Fino a quella data è previsto l ' affidamento diretto per lavori di importo inferiore a 150.000 euro. Dopo di che si passa a una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile, fino ad arrivare alla soglia di rilevanza comunitaria. Vanno in questo senso le proposte con primi firmatari Luigi Augussori (Lega), Massimo Mallegni (Fi), Massimo Ruspandini (Fdi). Dovrebbero invece avere vita facile le modifiche per abbassare a 75 mila euro la soglia per l ' af fidamento in caso di servizi di ingegneria e architettura. Lo stesso vale per l ' emenda mento che rende obbligatoria la pubblicazione del bando anche per i lavori sotto soglia, inserendo pure il principio della rotazione, affinché ad aggiudicarsi l ' appalto non siano sempre gli stessi.

Foto: SENATO La presidente Casellati