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16/04/2021

Divise e appalti pilotati A processo due pratesi

QN - La Nazione

PRATO Nove imprenditori, fra cui due pratesi, rinviati a giudizio, ma pure alcuni proscioglimenti nell'inchiesta della procura di Firenze per gli appalti delle divise di alcuni corpi di polizia municipale. A processo anche alcune ditte che, con accordi preventivi prima delle gare, si sarebbero spartiti a tavolino il mercato delle forniture. Al termine di una lunga udienza preliminare, il giudice Agnese Di Girolamo, ha disposto il processo (prima udienza il 14 settembre) per Rolando, Riccardo e Mattia Gabellini, amministratori della 'Galleria dello Sport'di Firenze e titolari del marchio 'Vigiland', difesi dagli avvocati Sandro Traversi e Paola Pasquinuzzi; Paolo e Alberto Gaggii, amministratori della Confezioni Gim di Prato, Marco Orsi, titolare della Confezioni Orsi di Empoli, Mirko Martini, procuratore speciale della Kaama srl di Imola, Fabio Givogore, socio amministratore della Rochelle snc, con sede nel Torinese, e Marco Labellarte, amministratore della Brumar srl di Asti. Prosciolte dalle accuse tutte le figure «pubbliche»: una dipendente del Comune di Siena, Letizia De Candia, e Gemma Bromo, indagata in qualità di comandante della polizia municipale di Castiglione della Pescaia. Una dipendente del Comune di Cecina, Benedetta Fornai, è stata infine assolta in abbreviato. Da definire un'ultima posizione, stralciata dall'udienza di ieri a causa problemi di salute. In base alle indagini, tra le aziende sarebbe esistito una sorta di patto di non concorrenza, che sarebbe servivo a pilotare le gare spartendosi gli appalti. I bandi nel mirino dell'indagine, oltre a quelli per il vestiario di alcuni corpi di polizia locale, sono anche quelli di Vaiano e dell'Opera della Primaziale Pisana, ente laico-ecclesiastico che gestisce il complesso del Duomo di Pisa, o del personale della Galleria dell'Accademia. Tutte realità estranee alle indagini. Agli imprenditori è contestata anche l'associazione per delinquere. Si sarebbero uniti, sostiene il pubblico ministero, «allo scopo di commettere più turbative della libertà degli incanti accordandosi tra loro in modo da realizzare una spartizione territoriale delle Regioni». Stefano Brogioni