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26/03/2021

Divide l’idea di sospendere il Codice degli appalti

Eco di Bergamo

I segretari generali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea- Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi, criticano la proposta dell'Antitrust che, per l'utilizzo dei fondi del Recovery Fund, chiede una sospensione del Codice degli appalti per i prossimi tre anni e di riportare all'80-20% i lavori in house delle concessionarie autostradali. «Con il decreto semplificazioni e con la legge 120/2020 - continuano i sindacati - il Parlamento ha confermato l'impianto generale del Codice degli appalti pubblici, che costituisce il fronte più avanzato per la corretta esecuzione dell'opera, e si è concentrato su specifici interventi per accelerare le opere pubbliche, con deroghe mirate, interventi sulla responsabilità dei dirigenti e con paletti chiari e condivisi su rispetto dei contratti, salute e sicurezza, sub appalti, legalità, riconoscendo un ruolo importante ai sindacati». «Sarebbe saggio prima di ogni nuovo intervento normativo verificarne gli effetti, che vedono un aumento significativo di appalti assegnati, pur in presenza del Codice vigente». E senza Codice, «ognuno farebbe come meglio crede, con buona pace della legalità. Ci sarebbero solo giungla e caos».

Per i costruttori edili Ance invece «il Codice appalti di fatto è già sospeso da tempo e le norme in materia di lavori pubblici sono solo ormai un guazzabuglio», e propone: avanti nell'immediato con il Dl Semplificazioni per le opere del Recovery e nel frattempo avviare una riforma organica di tutto il sistema. «Il Codice ormai è solo un simulacro ma dentro non c'è nulla».