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09/09/2018

Ditta esclusa da un appalto Risarcimento dopo 20 anni

Corriere Adriatico

LA SENTENZA
CIVITANOVA Arriva dopo 20 anni il risarcimento per una ditta civitanovese esclusa da una gara per l'appalto della mensa scolastica. Condannato il Comune che dovrà tirar fuori oltre 40 mila euro, di cui 35mila come risarcimento all'azienda e 5mila per le spese legali. Da calcolare, però, la rivalutazione dei 35mila euro in questi 20 anni. Lo ha stabilito una sentenza del Tar. Molto meno di quanto richiesto da chi è rimasto fuori da una gara di appalto poi annullata: i ricorrenti chiedevano poco meno di un milione di euro.
L'ipotesi del ricorso
Ora ci sarà da verificare se ci saranno ricorsi al Consiglio di Stato. Una vicenda che trae le sue origini nel 1998 quando il Comune di Civitanova indice una procedura per l'appalto del servizio di refezione scolastica per un triennio. Vi partecipano la GM gestione Mense di Perugia e la Bartolini Emilio di Civitanova, che aveva gestito la mensa nei precedenti 3 anni. La Gm è poi fallita e la curatela non si è costituita in giudizio nel ricorso al Tar della Bartolini Emilio, nel frattempo cessata. Il ricorso riguardava l'annullamento della gara, decretato da una sentenza del Tar nel 2000 e confermata nel 2004 dal Consiglio di Stato. Ad aggiudicarsi la gara, la Gm che, però, non aveva prodotto le certificazioni attestanti l'idoneità igienico-sanitaria dei locali adibiti a cucina e dei mezzi di trasporto dei pasti. Questo perché non disponeva di un centro cottura, come poi stabilito dal Tar.
Documenti che dovevano essere allegati alla domanda, come previsto nel bando. Solo che la giunta comunale dell'epoca con una successiva delibera (la 649 del 12 agosto 1998) aveva concesso una proroga di 15 giorni all'impresa aggiudicataria. Fatto che ha scatenato la reazione legale della seconda in graduatoria, la Bartolini Emilio.
La richiesta danni
Il Tar, come detto, annulla la gara («mancando una condizione essenziale per la partecipazione alla gara da parte dell'aggiudicataria») mentre la ditta civitanovese chiedeva che, essendo l'unica altra concorrente e con i documenti in regola, il servizio fosse assegnato a lei. Non avendolo avuto, ha chiesto un risarcimento di 953.778 euro così calcolato: 672 mila euro per assunzione di debiti verso fornitori, dipendenti, Comune ed Equitalia; 150mila per mancato utilizzo e perdita dei beni strumentali acquistati per l'appalto; 65mila euro per mancato guadagno (calcolato sulla base di quanto introitato al netto delle spese nei 3 anni precedenti). Somma richiesta al Comune citato in giudizio al Tribunale di Macerata. Che, nel 2009 dichiara che l'organo competente a decidere è il Tar . Quindi la sentenza definitiva del Tar di questi giorni: ha dato ragione al ricorrente.
Emanuele Pagnanini
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