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03/07/2019

Distributori automatici senza gara, condannati due dirigenti

Il Messaggero

FINITI NEI GUAI RENATO PIERDONATI E FRANCESCO VISTA PER L'ACCUSA LE PROROGHE NON ERANO CONSENTITE
CORTE DEI CONTI
La mancata gara per l'affidamento del servizio di distribuzione di bevande e alimenti è costata una condanna al pagamento di 8mila euro per Renato Pierdonati e Francesco Saverio Vista, che, all'epoca dei fatti, si sono succeduti a capo della direzione gestione e manutenzione del patrimonio immobiliare del Comune di Terni nel periodo compreso tra luglio 2010 e dicembre 2015.
La corte dei conti dell'Umbria ha condannato Pierdonati al pagamento di 6mila euro e Vista di 2mila euro. Soldi da versare al Comune di Terni per il danno erariale causato dal mancato introito patito dall'ente per il comportamento dei due ex dirigenti, che non avrebbero affidato con un regolare bando il servizio di distribuzione di bevande e alimenti attraverso i distributori automatici sistemati negli uffici comunali.
I due erano finiti nel mirino della magistratura contabile per un presunto danno erariale inizialmente stimato in 23mila euro. Le carte d'accusa si sono concentrate sulla proroga per quattro anni della gestione del servizio dei distributori di caffè e bibite. Affidata senza alcuna gara e per lungo tempo sempre allo stesso soggetto.
Per la procura della corte dei conti, che si è concentrata sul periodo 2012 in poi, non c'era alcun motivo per non bandire un'altra gara. L'accusa mossa ha preso l'avvio da un esposto, datato settembre 2015, di un operatore del settore, secondo il quale il Comune non aveva rispettato i principi di massima apertura alla concorrenza e di sollecitazione al mercato finalizzati al conseguimento dei canoni più redditizi. Per la procura «la responsabilità dei convenuti va affermata in relazione alla mancata indizione della nuova gara, allo scadere del periodo di vigenza della concessione.
Tale comportamento omissivo, connotato da colpa grave, anche in relazione alla violazione dei principi di concorrenzialità e trasparenza, ha impedito al Comune di beneficiare di maggiori canoni conseguibili all'esito del confronto concorrenziale tra operatori del servizio interessati allo svolgimento del servizio».
Della vicenda si occupò anche Anac che, nel 2014, inviò una lettera al Comune chiedendo come mai, nonostante l'affidamento in proroga fosse scaduto nel 2012, lo stesso servizio continuava ad essere gestito in proroga come nei sei anni precedenti. Il Comune rispose confermando sostanzialmente i fatti, aggiungendo che si stava predisponendo il nuovo bando per l'esperimento della gara che sarebbe stata espletata presumibilmente entro il mese di febbraio 2015. In realtà - si legge nelle carte d'accusa - la delibera fu assunta il 16 marzo 2016 e il relativo bando fu peraltro oggetto di un annullamento d'ufficio con determina dirigenziale del dicembre 2016.
Poi, il lungo iter giudiziario che ha portato la corte dei conti di Perugia ha condannare i due dirigenti per il danno erariale subito dall'ebte.
Nicoletta Gigli
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