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12/09/2018

Dispositivi medici il taglio si conta a mesi

Il Mattino

LO SCENARIO
Tendenze di pagamento dei dispositivi medici in Campania passati dai 482 giorni del 1990 ai 183 attuali. Il tutto al netto di un picco nel 2011, quando le attese puntavano agli 800 giorni. Riduzione confermata anche dal confronto dei tempi medi rispetto allo scorso anno, quando a luglio era prevista una attesa di 212 giorni. Nel corso del 2018, in ogni caso, la soglia non è mai scesa sotto i 200 giorni, a dicembre 2017. Un tetto di spesa importante da tenere presente per valutare la complessiva efficienza del sistema.
Allargando o sguardo alle altre regioni, la lista nera è quasi tutta monopolizzata dalla Calabria, con Mater Domini al primo posto con 682 giorni per onorare una fattura. Al secondo, nella classifica di Assobiomedica, ci sono l'Asl Napoli 1 Centro con 444 giorni, seguita dalle aziende sanitarie di Crotone (397 giorni), Catanzaro (365 giorni) e Cosenza (355 giorni). Il fenomeno dei ritardati pagamenti, però, non è concentrato al Sud, ma generalizzato. Ci sono molte Asl del Piemonte o della Toscana che pagano dopo sette-otto mesi. Al primo posto delle aziende sanitarie virtuose c'è la Asl 5 di Spezzino (Spezia) con 43 giorni, seguita dalla Aas 5 del Friuli Occidentale (48 giorni), dalla Asst di Bergamo Est (53 giorni), dalla Asl Milano Nord (54 giorni) e dalla Asl Chiavarese (55 giorni). La Lombardia ha i tempi di attesa più bassi: 71 giorni con un debito ad oggi di 173 milioni di euro.
Assobiomedica e Soresa, la centrale di acquisti della Regione Campania, nel frattempo, hanno siglato, lo scorso anno, un protocollo di collaborazione e sperimentazione per avviare un nuovo approccio agli acquisti basato sull'offerta economicamente più vantaggiosa, come suggerito dal Codice degli appalti. Il progetto si basa su un software specifico che misura una serie di variabili fondamentali nel ciclo di vita dei dispositivi medici: acquisizione, consumi, utilizzo, manutenzione, smaltimento e riciclaggio.
sa.ru.
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