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29/06/2021

Diritti di pesca nel lago di Endine Arriva il bando

Eco di Bergamo - Daniele Foffa

Endine Il documento elaborato dai 4 Comuni detentori per salvaguardare l'ambiente lacustre. Le domande potranno essere presentante entro le 12 del 26 luglio
Come annunciato nei primi mesi di questo 2021, sul lago d'Endine l'organizzazione della pesca dilettantistica sta per cambiare. L'ente capofila dell'iniziativa, il Municipio di Endine, ha reso pubblico nei giorni scorsi il bando di gara per la gestione delle acque dopo un lavoro di lima sulla redazione del documento che, data la complessità del tema, aveva richiesto l'apporto di esperti nel settore. La scelta dei Comuni

Per mettersi al passo con le norme regionali, lo scorso febbraio i quattro Comuni rivieraschi detentori dei diritti esclusivi di pesca, cioè Monasterolo, Ranzanico, Spinone ed Endine Gaiano avevano annunciato di voler imboccare la strada del bando.

La posizione degli amministratori locali aveva suscitato le perplessità di numerose sigle di associazioni di pescatori che avrebbero invece preferito puntare su un affidamento tramite un'associazione temporanea di scopo. La Fipsas, tuttavia, si era detta d'accordo con la linea dei Comuni. «Confidiamo - commenta il sindaco di Endine, Marco Zoppetti -, che si registri una partecipazione e che arrivino buone proposte per la valorizzazione del lago, sia sotto l'aspetto della pesca sia sotto quello della salvaguardia ambientale e della promozione del territorio. Sarà importante che chi si propone abbia poi la forza per mettere in atto il proprio progetto di gestione».

Gli obblighi contrattuali

La concessione di pesca durerà per cinque anni e sarà rinnovabile una volta verificato il rispetto degli obblighi contrattuali e dei requisiti necessari. Chi la otterrà dovrà occuparsi a proprie spese della salvaguardia del lago e della fauna ittica. Il bando specifica in effetti a chiare lettere che per «gestione della pesca ed attività correlate» si intende una complessa serie di interventi.

Ripopolamento ittico

Bisognerà per prima cosa garantire la pescosità delle acque, la tutela e la conservazione della fauna protetta, il ripopolamento ittico nel bacino e la salvaguardia dell'ambiente e delle corrette procedure di pesca. Per cui gli operatori qualificati dovranno ad esempio immettere ogni anno nel lago un minimo di 2.000 esemplari di luccio italico in uno stadio di accrescimento superiore ai 20 millimetri e 5.000 esemplari di tinca in uno stadio di accrescimento tra i 4 e i 6 centimetri.

Nel contempo, sempre a cadenza annuale dovranno depositare almeno 50 fascine sommerse per favorire la riproduzione del pesce persico e fornire rifugio alla fauna lacustre, oltre che uscire in barca per 10 giornate con l'elettrostorditore allo scopo di contenere il pesce siluro. L'associazione concessionaria si impegnerà poi, con i suoi agenti ittici giurati (almeno cinque), a effettuare perlomeno 300 ore di sorveglianza sulle attività dei pescatori in tutto il lago. Spetterà inoltre all'associazione seleziomata diffondere i regolamenti, rilasciare le autorizzazioni alle gare e manifestazioni di pesca.

Attività didattiche

Nel testo del bando si legge che «è auspicabile che il concessionario organizzi attività didattiche, mostre, visite guidate con accompagnatori, osservazioni, eventi a propria cura e spese atti a favorire la promozione dell'attività, del territorio e lo sviluppo di un turismo sportivo». L'impegno non è posto come un obbligo, «ma certo questi aspetti peseranno molto nella valutazione delle proposte», assicura Zoppetti.

Accordo entro settembre

Il Comune di Endine raccoglierà le istanze fino al prossimo 26 luglio, ore 12. «L'obiettivo, se tutto andrà per il meglio, è di riuscire indicativamente per metà settembre a firmare l'accordo per la nuova gestione della pesca sul lago».