scarica l'app
MENU
Chiudi
02/06/2020

Direttore «sdoppiato» e vacante Che succede al Teatro di Roma?

Corriere della Sera - Franco Cordelli

L'intervento
Nella scorsa primavera Giorgio Barberio Corsetti fu nominato direttore del Teatro di Roma. Raccolgo le notizie che seguono da un insieme di fonti, mai una denuncia, mai qualcosa più che uno stupore o una domanda (a me cui questo genere di informazioni di solito non arrivano, ma che chiedevo a cosa corrispondesse la voce che Barberio Corsetti non fosse più il direttore dell'Argentina).

Dopo pochi mesi il direttore ha firmato nove affidamenti diretti a una medesima ditta. continua a pag. 15

Si trattava di lavori al Teatro India, trasformato da Francesca Corona in una specie di centro sociale, così aggirando la norma sugli appalti che prevede gare sopra i 40 mila euro, così realizzando una frammentazione di gara. Quella compiuta da Barberio Corsetti è con ogni probabilità una leggerezza, rilevata anche dal collegio sindacale. In base a ciò il Consiglio di amministrazione ne ha indotto le dimissioni da direttore nominandolo contestualmente direttore artistico, ruolo coperto in quanto consulente.


Ma mentre gli restringeva le competenze e le responsabilità, nonché il compenso da 130 mila a 98 mila euro, per assurdo la retribuzione per ogni eventuale regia passava da 30 mila a 40 mila. Senza considerare che misteriosamente il contratto del consulente artistico del teatro India, Francesca Corona, da 30 mila euro annuali saliva a 45 mila.


Per mesi il teatro è stato retto, nel silenzio generale, dal presidente Emanuele Bevilacqua che faceva pure il direttore. Ciò è contrario sia allo statuto, che prevede una distinzione tra le cariche, sia al Decreto ministeriale Franceschini che prevede «comprovata e qualificata esperienza nel campo del teatro» per il direttore, cose che Bevilacqua non ha, avendo esercitato nella vita tutt'altra professione.


In un Paese normale un direttore che è incappato in un infortunio vede interrotto il rapporto di fiducia col Cda, che risolve ogni relazione. Questo Cda invece inventa un futuro direttore che troverà le deleghe artistiche già assegnate a un altro (appunto Giorgio Barberio Corsetti) quando sarebbe solo facoltà del direttore stesso delegare parte delle proprie funzioni, sia artistiche che organizzative.


Il prossimo direttore si troverà quindi a dover accettare una situazione che ne limita l'autonomia e a non denunciare un errore (se tale lo vogliamo considerare) da nessuno rilevato. In tutto ciò si hanno notizie delle prossime attività del teatro dell'Opera, dell'Auditorium ma nessuna su quelle del teatro di Roma. Mi chiedo se non sarebbe ragionevole chiarire questo pasticcio, anche nel caso avessi sbagliato io nella sua descrizione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA