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04/07/2020

D’Innocenzo: «Imprese del territorio da inserire»

Il Messaggero

PRIMA PIETRA IN AGOSTO PER L'OSPEDALE DI AMATRICE DOPO IL SISMA 71 INTERVENTI REALIZZATI DALLA CURIA
LA RICOSTRUZIONE
Ricostruzione e Covid-19. Viaggiano sullo stesso binario gli scenari futuri della ripresa del Reatino. Il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, alla fine del Forum della Fondazione Varrone, tira le fila riassumendo nella scuola, nelle chiese e nei servizi sanitari, le direttrici generali di un discorso che ovviamente è più ampio. «Sisma e coronavirus - spiega Pompili - hanno svelato una situazione di fragilità in atto ben da prima. Si tratta di questioni irrisolte da tempo per il nostro territorio».
IL TEMA
Uno scenario che oggi appare diverso dal passato (vedi anche articolo in alto). «È proprio ora che le aree scarsamente popolate sono tornate alla ribalta come luoghi sicuri - osserva il vescovo - che occorre riflettere sul valore aggiunto di questo controesodo, in qualche modo fisiologico, che sta avvenendo. Il clima è cambiato, la valorizzazione dei centri antichi torna di attualità». Dunque, l'edilizia può essere certamente un volano, ma deve essere accompagnata da alcuni correttivi indispensabili, come spiega il commissario straordinario dell'Ater Rieti, Giancarlo Cricchi: «Nel nostro settore i fondi si trovano, ma spesso sono le procedure complesse che ci penalizzano. Il governo recentemente è intervenuto sulla semplificazione e con i provvedimenti del sisma ed ecobonus si aprono certamente nuovi scenari di sviluppo che vanno colti, sempre cercando di fare squadra. È l'unico modo per smuovere le procedure». Nei tre anni del post sisma è sempre Pompili a snocciolare i numeri prodotti dalla task force approntata dalla Curia di Rieti: ben 71 interventi sul territorio per oltre quattro milioni di euro, 40 ingegneri, 6 architetti, 6 geometri, 5 restauratori e soprattutto ben 39 imprese del territorio che hanno partecipato a questa prima fase che ha visto la messa in sicurezza degli edifici sacri, ma in alcuni casi anche di interventi di recupero, dove possibile. L'investimento pubblico più corposo della ricostruzione nel cratere è certamente quello dell'ospedale di Amatrice. Il direttore generale della Asl di Rieti, Marinella D'Innocenzo, ribadisce l'intento di posare la prima pietra della struttura entro agosto e rilancia: «Alla fine con ulteriori inserimenti e dotazioni, sarà di venti milioni di euro complessivamente l'importo dei lavori: un investimento notevole anche in termini di posti di lavoro e risorse impegnate. Inoltre stiamo cercando di applicare al meglio le procedure contenute nel codice degli appalti, che permettono di valorizzare e aprire alla partecipazione nei grandi cantieri anche di micro e piccole imprese del territorio». È il presidente della Fondazione Varrone, Antonio D'Onofrio, a proporre una vera e propria lista della spesa di pochi, ma significativi progetti da portare avanti, anche con il concorso dei parlamentari reatini. Come successo per il recupero delle opere d'arte del sisma, la Fondazione Varrone si pone come interlocutore tra le istituzioni e il territorio per creare quella rete da molti evocata, ma poi non sempre effettivamente messa in campo nei fatti.
Marzio Mozzetti
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