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20/05/2020

«Dimenticato il tessile e tutto il settore moda»

La Verita' - SARINA BIRAGHI

L'INTERVISTA MARIASTELLA GELMINI
La deputata Fi: «Si profila in Gazzetta un testo pieno di marchette che lascia sole le aziende di fronte al virus»
• «Il governo Conte che prima ha fatto combattere il coronavirus a medici e infermieri a mani nude, ora fa la stessa cosa con gli operatori economici che senza aiuti stanno provando a far ripartire le loro attività e quindi il Paese. Gli italiani volevano rimboccarsi le maniche e ripartire con qualche soldo di aiuto e norme semplici e chiare invece sono stati narcotizzati da conferenze stampa e alluvionati da dpcm e decreti». Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, è molto critica sul decreto Rilancio di cui tanto si parla ma che ancora non è in Gazzetta ufficiale. «Questo governo si accontenta di titolare i provvedimenti e sui nomi sono bravissimi, complimenti a Rocco Casalino, ma poi le parole non corrispondono alla sostanza. Questo è un decreto Arlecchino, come il decreto Cura Italia era un cerotto». Cioè? «Ci sono perlopiù mance e mancette che rischiano di vanificare l'impatto sulla crescita che 55 miliardi, votati anche dall'opposizione, dovrebbero avere. Invece sono soldi impiegati in chiave risarcitoria, per la sopravvivenza, e non c'è traccia di crescita, competitività, concorrenza». Cosa serviva secondo lei? «Già nel di Cura Italia avevamo proposto gli stessi emendamenti che sono stati accantonati. Uno, presentato da me, Sisto e Porchietto, riguarda l'abolizione della responsabilità penale dei datori di lavoro: è scandaloso che un imprenditore che riapre con zero aiuti dallo Stato, paga i dispositivi di sicurezza e i protocolli per riaprire e se per caso nel suo locale c'è un contagio scatta la responsabilità penale. Neanche fossero dei delinquenti. Sembra di essere fermi alla stagione in cui Luigi Di Maio definiva gli imprenditori dei "prenditori". Ne abbiamo parlato anche col ministro dell'economia Roberto Gualtieri che ci ha dato ragione. Ora vedremo, quando sarà pubblicato il di, se è stato incluso altrimenti lo ripresenteremo. Poi abbiamo chiesto la manleva per le banche perché i funzionari hanno paura di essere chiamati nelle procedure fallimentari, oltre a pratiche non "bizantine" ma veloci e con tempi certi. Senza manleva le banche aiutano solo le aziende che ce la fanno da sole non chi è veramente in difficoltà. Serviva la sospensione del decreto dignità e più flessibilità». Giuseppe Conte ha detto che dopo il di Rilancio, passerà alla semplificazione. «Aborro questa modalità, di lavoro. Noi abbiamo votato non a cuore leggero, prima 25 e poi 55 miliardi, due scostamenti di bilancio per dare liquidità ma che sono un aumento del debito che pagheranno i nostri figli, e mi sarei aspettata che l'opposizione venisse coinvolta non messa davanti alla tv a sentire le conferenze stampa notturne del premier». Quindi? «Questi soldi andavano utilizzati per un cambio di passo e vere riforme come lo sblocco delle infrastrutture, seguendo il modello Ponte Morandi, dalla statale Ionica all'alta velocità Brescia-Verona-Vicenza, alla Genova-Milano, all'abolizione del codice degli appalti. Il governo non può non sapere che non c'è ripartenza senza la riforma fiscale e la pace fiscale, non rimandare le cartelle a giugno, ma ci vuole una moratoria fino a novembre». Caos normativo? «Bastava evitare i codici Ateco e definire un protocollo sicurezza unico». Però ci sono incentivi per i monopattini... «Figuriamoci. In compenso è stato dimenticato il settore Automotive, trainante per l'economia, che vale l'n% del Pil con 40.000 lavoratori a rischio. Non ci sono i voucher invece c'è la sanatoria in agricoltura che però arriverà a raccolti già fatti. Nessun aiuto al settore tessile e alla moda, altra voce importante per il Paese». L'Italia rischia e il governo? «Il governo è seduto su una bomba sociale che è pronta ad esplodere. Se non arrivano soldi e il Paese non è messo in condizione di ripartire la rabbia esploderà. Noi non facciamo il tifo, ma vogliamo un governo che lavori per evitarla».

Foto: ALLA CAMERA Mariastella Gelmini è capogruppo di Forza Italia [Ansa]