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10/08/2021

Diego D’Amelio / triesteServe documentazione suppl…

Il Piccolo di Trieste - Diego D'Amelio

Diego D'Amelio / triesteServe documentazione supplementare e il via libera alla riapertura del cantiere di Cattinara slitta ancora. Il progetto di restauro dell'ospedale triestino dovrà essere integrato dall'impresa Rizzani de Eccher per ottenere l'ok degli organi di verifica, che doveva arrivare a giugno e non arriverà prima dell'autunno inoltrato. Dopo il subentro dei costruttori friulani alla coop Clea nel 2019, l'Azienda sanitaria aveva previsto la ripresa dei lavori prima nell'autunno 2020 e poi questa primavera, ma si rischia ormai di arrivare al 2022 e anche le opere preparatorie del nuovo Burlo languono. Il complicato appalto accumula altri ritardi ed emerge anche un fatto nuovo: la Regione dovrà reperire nuove coperture finanziarie, che fonti quantificano in 30 milioni, necessari a condurre in porto il progetto originario di Clea, debitamente modificato nella parte antisismica e statica. Non è poi nemmeno cominciato il confronto tra le parti sulla proposta di edificare da zero una terza "torre Covid", suggerita dai costruttori per ridurre i sei anni previsti quando il progetto non poteva prevedere la pandemia. Un lasso di tempo cui aggiungere i tre anni persi a causa del contenzioso fra Asugi e Clea: e Cattinara dal 2018 si trova con tre piani sventrati e due ora occupati dai reparti intensivi Covid. Le autorizzazioniSono tre gli organi chiamati a giudicare la bontà del progetto di Rizzani: la Commissione sismica, i Vigili del fuoco e la società Rina, indicata da Asugi come ente di certificazione indipendente cui spetta il controllo complessivo. La documentazione è stata presentata dall'impresa a marzo (doveva essere dicembre 2020), ma i 60 giorni annunciati per il percorso di approvazione diventeranno come minimo 180. La buona notizia arriva dai Vigili del fuoco di Trieste, i cui tecnici hanno dato parere positivo pochi giorni fa. Più accidentato è l'iter della Commissione sismica che fa capo alla Regione: l'ente ha approvato il fabbricato del nuovo Burlo, ma ha chiesto alla Rizzani incontri a settembre, per discutere i contenuti della documentazione integrativa riguardante i lavori sulle due torri. Ancora aperta è infine la pratica del Rina, che sta procedendo alla verifica tecnica ed economica da metà marzo: fonti interne riferiscono che i validatori hanno chiesto integrazioni su entrambe le componenti del progetto, ottenendo finora quelle relative agli aspetti costruttivi. Il confronto sulla parte economica avverrà invece soltanto a settembre. Le copertureProprio quest'ultimo punto apre il tema della copertura finanziaria dei lavori. L'appalto vinto da Clea valeva 140 milioni. Dopo la rescissione del contratto decisa da Asugi, lo scorrimento della graduatoria di gara ha previsto la chiamata della Rizzani, cui il Codice degli appalti chiede di presentare un progetto esecutivo che risolva le lacune della coop veneta, ma a parità di condizioni economiche. Il Piccolo è in grado di rivelare che il progetto esecutivo della società friulana vale tuttavia 30 milioni in più, ritenuti necessari per introdurre le migliorie tecniche, adeguare il piano alle modifiche di legge intervenute rispetto al 2014 (quando si è tenuta la gara) e fare fronte alle misure Covid che impattano sui lavori. Al momento Rizzani, Regione e Asugi hanno condiviso le integrazioni tecniche, ma ancora non è chiuso un accordo formale che impegni la giunta Fedriga a mettere sul piatto le risorse aggiuntive. La terza torre e il BurloIl quadro fin qui raccontato riguarda il progetto depositato a marzo, che prevede il rifacimento delle due torri di Cattinara e un piano di lavoro che inizierà dall'edificazione del nuovo Burlo, operativamente più semplice grazie alla possibilità di operare su un terreno sgombero e non all'interno di una sede ospedaliera in funzione e oberata dalla pandemia. Gli organi di validazione non si esprimeranno quindi sulla terza torre da sette piani, che Rizzani propone di realizzare nel cortile del nosocomio per velocizzare le opere, grazie alla possibilità di trasferirvi i reparti Covid, ma che comporterebbe un aggravio di altre decine di milioni. La struttura è al momento solo un'idea e non fa parte dei disegni, né pare trovare il placet della Regione. «Lavori in autunno e fondi pronti»A maggio il vicepresidente Riccardi annunciava «il mezzo miracolo» di ripartire con il cantiere in estate, ma i lavori per il Burlo non sono ancora cominciati: il primo passo doveva essere il trasferimento del parcheggio dipendenti in altra sede per fare spazio agli scavatori. Per l'ospedale infantile si è parlato di una consegna prima nel 2024 e poi del 2025, a patto di partire a giugno. Riccardi aggiorna il cronoprogramma: «Mi dicono che l'approvazione arriverà entro ottobre. Cominceremo il giorno dopo. Il via dei Vigili del fuoco è un passaggio importante e la Commissione sismica va avanti. Il Rina ha bisogno di un po' di tempo, ma siamo fiduciosi rispetto a un'operazione assai complessa». Sui 30 milioni per coprire i costi aggiuntivi, il vicepresidente non conferma e non smentisce: «Gli aumenti sono legati ad adeguamenti alle normative e sicurezza. Non si ragiona su ipotesi, ma sul quadro che vedremo a fine autorizzazioni. La Regione darà comunque tutte le coperture per far partire il cantiere». --