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23/03/2021

«Diciamo no ai multati a vita»

Corriere della Sera - Marco Cremonesi

intervista con salvini
entro aprile, dice Matteo Salvini, sulle cartelle fiscali
si cambia . «No ai multati a vita.
Il premier? Concorda».

a pagina 6


MILANO «L'obiettivo condiviso Draghi-Salvini è mettere ordine nella giungla delle cartelle esattoriali. L'accordo è che entro aprile, quello del 2021, arrivi una revisione del sistema generale delle riscossioni. Con l'azzeramento di decine di milioni di cartelle». Matteo Salvini risponde al telefono dall'aeroporto, in attesa di imbarcarsi. Il Consiglio dei ministri ha da poco dato il via libera all'atteso decreto Sostegni nei confronti di imprese e operatori economici.


Riguardo alle cartelle esattoriali, forse molti si attendevano di più. Soprattutto sul tetto al reddito, che è di 30 mila euro.


«Come dicevo, c'è un accordo ai massimi livelli, frutto di giornate intere di lavoro e telefonate, che ha l'obiettivo di riportare a ragionevolezza il mastodontico magazzino giacente. Parliamo di 137 milioni di cartelle che riguardano 18 milioni di italiani: uno su tre. L'obiettivo è quello di cancellare il 90% di queste cartelle. Per la prima volta, nel decreto ci sono tre righe che impegnano a una riforma generale di quello che possiamo chiamare il sistema Equitalia: basta con i multati a vita».


Insomma, del decreto sostegni lei è soddisfatto?


«Di certo, ci sono dei temi su cui ancora dovremo lavorare, e molto. Peraltro, non è un decreto risolutivo, in realtà servirebbero 90 miliardi, non 30. Il triplo. Ma questo è un buon inizio. Abbiamo messo su strade risorse che c'erano e mai erano arrivate, sul turismo e sul decreto anti usura. Ma in generale, vedo uno spirito che sta cambiando, ed è importante».


Qualche esempio?


«Per esempio, Draghi sui vaccini ha detto che con pragmatismo bisogna cercare il coordinamento europeo, ma senza escludere altre strade. E del resto, sempre sui vaccini, abbiamo sentito la stessa Angela Merkel dichiarare che se il coordinamento europeo non funziona, bisogna essere pronti a fare da soli. Che è quello che dico anch'io».


A quali temi pensa quando dice che nel governo bisognerà ancora lavorare?


«In primo luogo, sul codice degli appalti. Va azzerato. Dobbiamo dimenticare il codice che blocca tutto e tutti. Il modello è quello di Genova».


Mario Draghi ha già detto che non è ovunque replicabile.


«Il punto è che 200 miliardi non li spendi se non radi al suolo certe burocrazie. Noi, vogliamo spenderli» .


Secondo punto di lavoro per il governo?


«Lo sblocco degli sfratti. Da mesi è in corso un colossale esproprio della proprietà privata. Ci sono 4 milioni di italiani che possiedono un solo appartamento o negozio che affittano. dal quale traggono mediamente 600 euro al mese. Molti di loro oggi non si vedono pagare e non possono buttare fuori nessuno in nome del Covid. Noi siamo per i ritorno alla proprietà privata».


Di che cosa invece è soddisfatto?


«Mi è piaciuto che Draghi abbia parlato di soldi sui conti correnti dei cittadini entro aprile, e parliamo sempre del 2021. E poi, fin qui non c'era il fondo straordinario per le persone con disabilità. Oggi, con 300 milioni di euro, puoi fare tante cose. Mi piacerebbe che dopo 20 anni di chiacchiere l'Italia riconoscesse la lingua dei segni: in Europa siamo gli unici a non averlo fatto. E poi c'è un'altra cosa infilata nel decreto da me e Giancarlo Giorgetti: stop al canone Rai per i pubblici esercizi. Già è una tassa odiosa, ma se sei stato chiuso lo è ancora di più. Mentre con Massimo Garavaglia abbiamo lavorato sulle terme e sulle fiere: in pratica, sui dimenticati da Giuseppe Conte».


Giorgia Meloni l'ha sollecitata alla decisione comune sulle candidature nelle città. E con Fratelli d'Italia è aperta la partita sulle alleanze e sul gruppo europeo.


«Noi da settimane siamo impegnati tutto il giorno sulla questione dei vaccini e su quella dei ristori. Queste sono le emergenze, le questioni interne e di politica estera le abbiamo seguite meno e ricordo che in ogni caso si vota a ottobre. L'obiettivo è che il centrodestra vinca le Amministrative, ma per farlo occorre qualcuno che non dica sempre di no, che non bocci qualsiasi candidato sindaco. Pensi a Guido Bertolaso: a Roma sarebbe certamente vincente, ma se c'è chi per mesi gli dice di no, magari alla fine lui se la prende...».


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Foto:

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