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25/11/2020

di sei Procure Viadotti,

Brescia Oggi

L'INCHIESTA. Per mancata manutenzione. L'autostrada A24/A25 nel mirino
grave degrado Sequestrati 27 milioni La Finanza colpisce i vertici della Concessionaria Strada dei Parchi
Luca Prosperi PESCARA L'autostrada A24/A25 è nel mirino di sei Procure della Repubblica, 5 abruzzesi e una laziale, a seguito delle numerose denunce sulle condizioni dei viadotti. Ieri una di queste, Teramo, ha emesso un provvedimento con il quale dispone il sequestro preventivo di 27 milioni di euro nei confronti dei vertici della Concessionaria Strada dei Parchi. Le ipotesi di reato alla base del provvedimento sono inadempimento di contratti di pubbliche forniture, per non aver adempiuto quindi agli obblighi di manutenzione ordinaria; attentato alla sicurezza dei trasporti e abuso d'ufficio continuato. I sequestri sono stati disposti a carico degli indagati Lelio Scopa, presidente del Consiglio di amministrazione di Strada dei Parchi, Cesare Ramadori, amministratore delegato, Mauro Fabris, vicepresidente del CdA, Igino Lai, direttore generale, e dei procuratori e direttori operativi Carlo Marco Rocchi e Gabriele Nati. Nel mirino degli inquirenti 7 viadotti (ma alcuni doppi) del tratto teramano: secondo l'accusa, gli indagati «facevano mancare opere necessarie ad un pubblico servizio non assicurando la funzionalità e l'esercizio in sicurezza dell'infrastruttura A24 nella tratta teramana da Isola del Gran Sasso a Colledara». Ma un focus ancora più significativo è stato acceso sui rapporti tra la concessionaria e la casa madre, il Gruppo Toto, da cui deriva il reato ipotizzato di abuso d'ufficio. In sostanza, scrivono i pm Laura Colica e Silvia Scamurra, nonostante sentenze Tar Lazio e interlocuzioni documentate con il Mit, il concessionario Strada dei Parchi «ha continuato ad affidare in modo diretto alla Toto Costruzioni Generali (bypassando qualsiasi procedura di evidenza pubblica) la pressoché totalità dei lavori appaltati a far data dall'anno 2017», con la «piena consapevolezza della portata di tale condotta» e «inequivoca volontà di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale alle società del gruppo Toto». Secondo le Fiamme Gialle sono state «accertate a carico dei vertici della concessionaria plurime condotte di abuso d'ufficio». Ed infatti, evidenzia la procura, «abusando della loro qualità di incaricato di pubblico servizio pur avendo da Concessione e da legge la facoltà di affidare i lavori connessi all'autostrada ad imprese collegate nella misura massima del 60% del valore della concessione, hanno superato detta percentuale già dal 2015 e - nonostante le varie diffide del Ministero - hanno continuato ad affidare i lavori infragruppo alla Toto spa Costruzioni Generali anche violando costantemente i dettami del Codice degli Appalti».La decisione della Procura di Teramo è solo l'ultima in ordine di tempo: lo scorso 11 novembre anche i colleghi pescaresi hanno iscritto i vertici sul registro degli indagati grosso modo per gli stessi reati, e nella stessa direzione ci sono le procure dell'Aquila, Chieti, Sulmona e Rieti. Quella che ha la maggior mole di lavoro a causa del peggior stato di conservazione dei viadotti è Sulmona: qui la chiusura delle indagini è in dirittura d'arrivo dopo il lungo lavoro dei periti e una partnership con i colleghi aquilani. I sei fascicoli nascono da esposti del Forum H2O.